Procedono i lavori nel castello arabo-normanno di Calatabiano. Il restauro e l'adeguamento per la fruizione del maniero di proprietà ecclesiastica, è stato concepito e voluto dalla Diocesi di Acireale, in quanto la grande valenza storico culturale del monumento, abbandonato al proprio destino, richiedeva un sollecito intervento di conservazione che non fosse fine a se stesso, ma che permettesse la fruizione e la valorizzazione dell'antica fortificazione. Il fine è la creazione di un polo entro il quale potranno avvenire eventi divulgativi del patrimonio artistico culturale della Diocesi acese, il cui territorio è dispiegato sia sulla costa che sul percorso fluviale dell'Alcantara. Importo dell'opera, due milioni e 845mila euro. Il vecchio castello recupera quindi la sua funzione logistica. Questo intervento consiste anche nella creazione, a restauro ultimato, di un museo in parte reale (vi saranno esposti i reperti recuperati durante gli scavi archeologici ancora in corso sotto la direzione del dott. Francesco Privitera) ed in parte virtuale (si sfrutteranno le tecnologie multimediali). Ma vi saranno anche una sala convegni e locali destinati a ripristinare la vivibilità del sito. Il progetto di adeguamento e fruizione del monumento redatto dall'arch. Daniele Raneri, prevede l'installazione di contenitori architettonici, in legno lamellare e vetro, da realizzare come una "scatola nella scatola" all'interno dei ruderi, garantendo, ha spiegato, la non invasività dell'impianto, ed assicurando nel contempo ai posteri la reversibilità dell'intervento. Il complesso sarà accessibile a tutti grazie alla realizzazione sul versante nascosto della collina di un ascensore inclinato che dal parcheggio posto a valle condurrà i turisti fino agli antichi bastioni settentrionali. Inizialmente il trasporto in cantiere dei materiali necessari per la realizzazione delle opere preliminari è avvenuto con l'ausilio di un'asina. Questo al fine della salvaguardia delle gradonate in pietra a passo di cavallo, gia peraltro danneggiate da precedenti lavori, e fino ad oggi unica via d'accesso al castello. L'impianto delle attrezzature di cantiere che prevedeva anche l'installazione di due grosse gru per la movimentazione delle travi in legno lamellare costituenti i contenitori architettonici, è avvenuto con l'ausilio di un elicottero della Air Panarea pilotato da Lorenzo Vielmo e dallo specialista nel settore Gabriele Kostner. Il fascino delle rovine del maniero si sposa con l'animazione delle operazioni del cantiere, derivante dall'accostamento tra antiche e nuove metodologie d'intervento. L'ing. Sebastiano Di Prima amministratore delegato della Cultinvest (soggetto attuatore dell'intervento) il quale coordina e dirige le operazioni inerenti la concretizzazione dell'opera, assicura che dalla primavera 2008 si potrà attivare l'iniziativa "Cantiere Aperto".