Il Centro Antico di Napoli "come fabbrica immateriale, laboratorio di conoscenza, formazione, ricerca, turismo e soprattutto cultura in grado di rigenerare luoghi degradati, promuovere sviluppo sociale ed economico".La Seconda Università degli Studi di Napoli rivendica un ruolo "propositivo e progettuale" nell'operazione di riqualificazione del Centro Antico e ribadisce la propria volontà di "far continuare a vivere il nucleo napoletano di Medicina della Sun, con tutte le sue strutture di didattica e di ricerca". Con le sue sedi di Sant'Andrea delle Dame e di Santa Patrizia con i loro Musei, la Chiesa della Croce di Lucca, il Policlinico la Sun lancia il 'Patto per la cultura' perchè il "centro antico di Napoli e le sue strutture siano sempre destinate alla promozione e alla rigenerazione di cultura e ricerca scientifica, nei loro molteplici aspetti". Adesso - è stato evidenziato - non resta che creare un'Agenzia di promozione costituito dai rappresentanti delle istituzioni e enti interessati o coinvolti in questo progetto: le tre Università napoletane con sedi nel Centro Antico, Regione, Comune, Soprintendenze Architettonica e Archeologica, Curia, Unesco. "Ci facciamo interpreti di queste esigenze e promuoviamo questa iniziativa - si sottolinea nella proposta della Sun recepita dagli altri Atenei - perchè tra tutte le istituzioni culturali e le Università napoletane il nostro Ateneo è quello più presente nel cuore del Centro Antico con complessi monumentali e immobili di rilevante valore architettonico e artistico". "E' ormai tempo di definire - è stato spiegato - il destino del polo napoletano della Facoltà di Medicina della Sun in quanto la capienza del Polilcinico in corso di realizzazione a Caserta, per quanto consistente, non sarà comunque sufficiente a contenere tutte le strutture di didattica, di ricerca e assistenziali che attualmente operano a Napoli. E la soluzione più idonea, potrebbe essere quella del Leonardo Bianchi". "Dopo il fallimento di precedenti proposte di intervento di risanamento e di rigenerazione del Centro Storico, non si può che attuare - si afferma - un progetto che restituisca ai cittadini, al tessuto storico e alle sue fabbriche finalità che, redenti da un'univoca condizione di materialità, concretizzino le sole prospettive di sviluppo oggi praticabili rappresentate dalla formazione di un elevato capitale umano per la trasformazione dei prodotti della conoscenza in opportunità di lavoro, in liquidità patrimoniale e per la produzione di beni e servizi che, attraversati dalla conoscenza, conferiscano qualità e identità per sfidare i mercati globali". Il Secondo Ateneo, con le cinque università napoletane, propone quindi la costituzione all'interno del centro Antico di Napoli di una Cittadella degli studi per contribuire al recupero e alla valorizzazione di questa parte della città;. Questa la proposta che sarà oggetto di un tavolo di concertazione in Regione già nei primi giorni del nuovo anno.