E lo fa seguendo una tendenza che si sta sempre più affermando tra chi sceglie di venire a passare un periodo di ferie o di studio in Umbria. Tutto questo tra l'altro avviene senza spendere un soldo dei bilanci comunali. L'operazione infatti parte dalla Diocesi. Il Museo Diocesano si arricchisce e apre una nuova sezione archeologica, che per ora ospiterà la donazione Alboni-Bonitatibus per la prima volta esposta al pubblico e considerata una perla tra i tesori eugubini. La collezione è composta da 147 pezzi tra ceramiche, bronzi, statuaria votiva, manufatti in osso. Gli esemplari fanno riferimento ad un arco di produzione dal Settimo al Secondo secolo avanti Cristo. Ci sono vasi attici a figure nere, tra cui due Kyliches firmate dal pittore Fraix e dal ceramografo Taleides. Trovano risalto la ceramica italiota, dauna, lucana, apula, etrusca e siceliota tra cui pezzi di fascino come una patera dipinta figure rosse, due piatti da pesce, un cratere a colonnette con figurazioni rosse. Presente, inoltre, la ceramica di Gnathia con esemplari di qualità. Nelle vetrine, realizzate su disegno dell'architetto eugubino Augusto Solano e collocate nella Sala del Capitolo, trovano posto anche alcuni bronzi come un grande bacile del Settimo secolo avanti Cristo, un cinturone ed alcuni fermagli. Interessanti, infine, alcuni strumenti musicali, vedi un flauto componibile in osso, un fischietto fittile funzionante ed un sonaglio per bambini. «L'ampliamento del museo che verrà inaugurato sabato prossimo spiega il direttore, don Pietro Vispi si accompagna all'inserimento di altre collezioni previsto per i primi mesi del 2008».