Scrivo in merito alla vicenda della prossima trasformazione dei Musei Civici di Venezia in Fondazione. Sono sconcertato per quel che sta accadendo e per l'usuale silenzio apatico dei veneziani e di chi ci amministra. Sembra una situazione simile a quella avvenuta in Russia con le privatizzazioni delle grandi imprese e dei gruppi di stato dopo il crollo del comunismo... la corsa alla Gazprom e alla Yukos e cose del genere..... mi sembra di assistere alla vendita dei gioielli della Corona. Ma scherziamo?! Un patrimonio comunale simile, privatizzato solo per dare lunga vita post età pensionabile al direttore dei Musei Civici, il quale, tramite Monsieur Pinault, "collezionista di marchi", si garantirebbe un futuro da direttore della neo Fondazione. I Musei Civici non sono proprio come Gucci o Christie's. Sorrido pensando al detto: «lo hanno messo fuori dalla porta ed è rientrato dalla finestra»: mi sembra molto appropriato alla situazione! Monsieur Pierre Rosenberg, dopo aver egregiamente diretto il Louvre, non tentò la vendita dello stesso e raggiunta la veneranda età pensionabile, si ritirò. Attualmente vive tra Parigi e Venezia studiando e scrivendo saggi.... lasciando spazio ai più giovani. Se quanto sopra accadrà, mi auguro che il Demanio (assieme al ministero per i Beni e le Attività Culturali) annulli la concessione fatta al Comune di Venezia negli anni '20 e si riprenda ciò che ancora gli appartiene, ovvero il Palazzo Ducale, attualmente unica "gallina delle uova d'oro" dei Musei Civici veneziani. Come si sa, tutti gli edifici ex reali e ducali italiani (dalla Reggia di Caserta a Palazzo Vecchio di Firenze) sono di proprietà demaniale, gestiti dal ministero per i Beni Culturali. Palazzo Ducale è un caso unico. Forse che la futura Fondazione se la caverebbe senza le entrate di Palazzo Ducale, le quali coprono le spese degli altri musei civici con probabili bilanci in rosso?! Allora perchè non potenziare l'attività di ogni singolo museo civico con un vero direttore (all'oggi per quel che ne so, i vari direttori non hanno nemmeno la delega per l'acquisto della carta igienica) e con competenti uffici di comunicazione e promozione? Se Ca' Rezzonico fosse a Parigi o a New York, ci sarebbe quotidianamente la fila, tra un Brustolon e i Tiepolo... Per non parlare del Museo del Vetro di Murano, sconosciuto ai più, malgrado le migliaia di visitatori che ogni anno invadono l'isola del vetro. Perchè non ampliarlo con una sezione del vetro moderno e contemporaneo, coinvolgendo artisti di fama internazionale e dando vita ad un museo in continua evoluzione?! Non è impossibile... ci sono riusciti pure a Seattle negli Usa dove la produzione del vetro non è cominciata nel medioevo. Quando visito luoghi come la Ca' Mocenigo a S. Stae, il museo di Casa Goldoni o ancor peggio il Correr (spazi semi deserti), provo una strana sensazione di tristezza e decadenza. Ricordo che l'ultima grande mostra organizzata dai Musei Civici e dall'assessorato alla Cultura fu quella dedicata a Tiziano nel 1989-90, poi più nulla! I Musei Civici potrebbero rendere! (Venetian Heritage)