Dalle ferite del monte a un nuovo parco, arriva lo studio per il recupero delle cave. Durante la seduta del consiglio comunale sono state presentate le linee guida preliminari di supporto alla valutazione per la formazione dello "Studio di inquadramento strutturale e paesaggistico, valutazione di fattibilità e schema direttore per la formazione del piano attuativo". Un lavoro che contiene tra l'altro le prime idee per il progetto del parco del Monte Castellare. Obiettivo del Comune è quello di arrivare ad un approfondito studio già commissionato all'Università degli studi di Camerino e allo studio Massimo Sargolini e associati. Un lavoro portato avanti da un nutrito gruppo di lavoro interdisciplinare. Un gruppo che ha esaminato l'inquadramento territoriale e ambientale con la sua geologia, tettonica e geormofologia, l'idrografia e l'idrogeologia, gli ecosistemi di flora e fauna. Quindi il sistema culturale nei suoi insediamenti e beni culturali, con le reti tecnologiche e per la mobilità il paesaggio percettivo. Il gruppo di lavoro comprende anche il settore comunale del governo del territorio e sviluppo economico. «Le cave hanno segnato la storia, la cultura e il vivere sociale di questa parte del territorio. Le prime testimonianze di attività estrattiva di calcare risalgono infatti al primo secolo a.C. L'obiettivo finale - sottolinea l'assessore al governo del territorio, Alfio Coli - è che le vecchie cave di San Giuliano alle pendici del Foro, dopo la necessaria bonifica, il piano di recupero e l'accordo con la proprietà privata, tornino a nuova vita per essere destinate a sedi culturali, nel rispetto ambientale, con progetti di recupero per restituire ai cittadini un'area storica del loro territorio. Un intervento che funzionalmente vogliamo inserire nel sistema di offerta turistica e promozionale nel contesto del patrimonio naturale, storico, artistico e termale. Questa idea di recupero ambientale, restituzione alla collettività e fruizione pubblica fa parte di una politica che ha contraddistinto le ultime amministrazioni ed è iniziata con la riapertura dell'ex cava di nord-est, trasformata in un anfiteatro naturale molto suggestivo e parco pubblico, divenuto poi sede di iniziative culturali. Una prospettiva per la ex cava Betonval, inserita come obiettivo anche dell'ultimo programma di legislatura del sindaco Panattoni». E il sindaco Paolo Panattoni commenta: «Ci siamo assunti una responsabilità importante nell'interesse del territorio e della popolazione. Del resto era un punto inserito nel mio programma di legislatura. Il progetto e l'iter saranno complessi e non brevi, ma dovremo inevitabilmente avere cura particolare di tutti i passaggi tecnici, politici e amministrativi. Del resto questo intervento rappresenta, dopo il piano regolatore generale del 2000, quanto di più complesso negli ultimi decenni sia stato affrontato in termini progettuali dal Comune. È fondamentale avviare al momento opportuno una fase di ascolto e partecipazione».