Il complesso dei 21 «ecomostri» rappresentava la ferita ambientale più grave nel territorio del Lazio. Il Comune di Fondi vorrebbe salvare i due scheletri rimasti in piedi Con un'azione in sordina e dopo quasi quarant'anni di dispute e tentate sanatorie, ieri il Comune di Fondi ha finalmente dato il via alla demolizione dell'ecomostro Isola dei Ciurli. Una demolizione, in realtà, non totale, posto che sono stati abbattuti diciannove dei ventuno scheletri degli edifici costruiti negli anni Settanta e oggetto di un lungo contenzioso con la Regione Lazio. Gli altri due, per volontà dell'Amministrazione cittadina, potrebbero rimanere in vita. Ed essere utilizzati, spiega il dirigente della polizia municipale Dario Leone che ha guidato l'abbattimento insieme al dirigente dell'ufficio urbanistica, Martino Di Marco, «per realizzare un posto di comando distaccato della polizia, un pronto soccorso e un ufficio turistico per il periodo estivo ma solo se le due strutture saranno giudicate stabili».Oggi, tuttavia, è atteso sul luogo, tutto lo "stato maggiore" regionale e non è per nulla detto che le cose vadano nel senso auspicato da quella amministrazione. L'area, infatti, è vincolata e, si ritiene a via Cristoforo Colombo, la legalità va sanata completamente. Un arrivo non previsto ma a lungo auspicato, quello delle tre ruspe che dalle 7.30 di ieri e per quasi dieci ore hanno lavorato alla parziale distruzione del complesso edilizio. «Un'operazione iniziata incompleta clandestinità - conferma ancora Leone - perché volevamo evitare qualunque problema di ordine pubblico ma anche inutili commenti relativi a eventuali pressioni ricevute. L'abbattimento era un nostro dovere e non lo abbiamo fatto perché spinti dalla Regione Lazio». Il pensiero corre così al lungo contenzioso avuto con l'ente regionale, contrario da sempre alla lottizzazione ritenuta incompatibile con la tutela ambientale. Tanto che la stessa Regione, un mese fa, avevastanziato750mila euro e dato trenta giorni di tempo per la demolizione dell'ecomostro. Immensa soddisfazione è stata espressa dall'assessore regionale all'Urbanistica, Massimo Pompili, «soprattutto tenuto conto dei diverbi avuti nel recente passato sul raggiungimento dell'obiettivo finale ». Che ha poi aggiunto: «Auspico che insieme a me lo siano tutti coloro, associazioni e cittadini, che da tanti anni si battono per la cancellazione del peggiore degli scempi che hanno devastato il territorio laziale e anche per lanciare insieme un forte segnale contro l'abusivismo e per l'affermazione della legalità». La demolizione dell'ecomostro di Isola dei Ciurli è una notizia di straordinaria rilevanza» afferma anche il segretario del Pd del Lazio Nicola Zingaretti. «La Giunta regionale è riuscita laddove per anni hanno fallito, per difficoltà, incapacità o complicità, tutte le amministrazioni precedenti », sostiene Zingaretti ripercorrendo gli ostracismi messi in atto dal comune di Fondi che, ieri, rivendicava un'iniziativa alla quale si è determinato dopo l'aut aut della Regione. «È chiaro che dell'Isola di Ciurli non deve restare pietra su pietra. L'obiettivo - spiega Claudio Moscardelli, presidente della commissione urbanistica - è quello di mandare un messaggio forte e chiaro contro la speculazione edilizia che, purtroppo, ha colpito ferocemente uno dei tratti più pittoreschi del litorale laziale»