La Mina Real Estate chiede lo sblocco dell'edificazione del residence con una lettera ai consiglieri comunali: «Approvate il nostro piano o sarete chiamati a pagare i danni» Dalle parole ai fatti. MinaReal Estate, la società che ha in corso un braccio di ferro con l'amministrazione per costruire un residence sui colli bolognesi, si rivolge direttamente ai consiglieri comunali. E, con una memoria di 7 pagine, li «invita» ad approvare in aula il piano particolareggiato della struttura in zona Domizzola: se non lo faranno, la società «si riserva di agire nelle sedi giudiziarie» e di chiedere loro «il risarcimento di tutti gli ingenti danni» che un ulteriore stop potrebbe generare. La doppia bocciatura da parte di Tar e Consiglio di Stato della variante di tutela della collina approntata dal Comune ha fatto ripartire l'iter di approvazione del piano particolareggiato in zona Domizzola, e ora l'immobiliare che fa capo a Massimo Minarelli rafforza l'offensiva a colpi di carte bollate. Lanciando - anche ai dirigenti del settore Urbanistica di Comunee Provincia un avvertimento che, a palazzo D'Accursio, viene letto come una sorta di intimidazione. Subito respinta al mittente dal sindaco Sergio Cofferati, dall'assessore Virginio Merola («È un atto irricevibile, un fatto sgradevole e intimidatorio. Ma l'iter a cui hanno diritto lo stiamo assolvendo») e da svariati consiglieri di maggioranza e di opposizione, con l'eccezione di An. «Non siamo di quelli che si fanno intimidire - esordisce lapidario Cofferati -. Faremo le scelte che riteniamo più opportune nell'interesse della città». Paventare l'eventualità di un maxi risarcimento danni ai consiglieri (tempo fa si parlava di 3 milioni di euro), «potrebbe ritorcersi contro Minarelli - continua Cofferati -. Non credo che un'intimidazione del genere gli crei molta simpatia». Di certo la memoria scritta dall'avvocato Federico Gualandi non fa sconti all'amministrazione, «gravemente e colpevolmente in ritardo» nell'istruttoria del piano «che avrebbe dovuto concludersi nel settembre 2006», e mette in guardia palazzo D'Accursio dall'adottare «una decisione negativa sul piano particolareggiato sulla base di evidenti pregiudizi». Se il Consiglio comunale bocciasse il progetto si darebbe forma a un provvedimento «non solo palesemente illegittimo - si legge nella memoria - ma fonte di indubbia responsabilità, per le conseguenze gravemente lesive » sull'immobiliare. Al di là del merito - lo strumento di tutela della collina scelto da Merola è stato criticato dall'opposizione ma anche da sinistra, dove pure se ne condividono gli obiettivi -, i consiglieri respingono al mittente l'azione preventiva di Minarelli. «Non siamo un consiglio di amministrazione - osserva Claudio Merighi, capogruppo del Pd -, ma un organosceltoda300mila cittadini. È legittimo che un privato faccia valere i propri diritti, ma noi dobbiamo tener conto del bene comune ». Le carte della Mina Real Estate «sono un invito che suona come un'intimidazione - insiste il collega democratico Davide Ferrari -. Un frutto avvelenato del clima di assalto alla politica: le istituzioni rappresentano l'interesse di tutti, non solo di un'impresa». E se Valerio Monteventi (Prc) usa parole di fuoco(«Quando provano a intimidirmi vado a nozze...»), anche il capogruppo forzista Daniele Carella non ci sta: «Sono arrabbiato e chiederò un parere all'ufficio legale. Io credo che Minarelli abbia ragione, nel merito, ma questa via giudiziaria alla politica non mi piace per nulla». Isolata la posizione di An che, con Galezzo Bignami, attacca invece il Comune: «Quando l'iter giudiziario sarà finito, sarà a rischio l'assetto dell'intero Piano strutturale comunale».