Un'attività culturale diffusa il cui motore è in buona parte alimentato dalle Fondazioni di origine bancaria. Nel Centro Nord la loro alleanza col tessuto artistico locale è particolarmente forte: le risorse erogate nel 2006 ammontano a oltre 207 milioni di euro, oltre il 42,5 delle erogazioni complessive per la cultura da parte di tutte le Fondazioni sul territorio nazionale e il 34,3 del totale delle erogazioni effettuate, in tutti i settori, dalle Fondazioni del Centro-Nord. Sono in tutto 44 le Fondazioni presenti nelle quattro regioni, pari alla metà di quelle riconosciute a livello nazionale. Un patrimonio fondamentale per le iniziative culturali del territorio, soprattutto se si considera che la spesa pubblica delle Regioni interessate si attesta sui 166 milioni (dati Federculture 2005), in costante calo negli ultimi anni. Secondo Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna «gli enti privati di origine bancaria diventano i protagonisti di una nuova stagione di mecenatismo, volta alla promozione del territorio». Il rischio è quello di non riuscire a coordinare gli interventi. La contribuzione a pioggia e l'assenza di sinergie minacciano l'efficacia dei singoli finanziamenti. Sempre più spesso le Fondazioni diventano dei recettori passivi di specifiche richieste. «Se si riuscisse a collaborare con le Soprintendenze per fare una ricognizione delle richieste del territorio, redigendo una mappa dell'urgenza di restauro e del rilievo culturale dei beni - dice Cammelli che è anche responsabile della Commissione cultura dell'Acri - la libera scelta delle Fondazioni potrebbe essere più incisiva». Le modalità adottate da queste realtà per operare nel campo artistico e culturale sono diverse. A volte vengono predisposti concorsi tramite periodici bandi. In altri casi le risorse sono utilizzate per iniziative gestite direttamente. È sempre più frequente anche l'attivazione, da parte della Fondazione stessa, di vere e proprie società strumentali. Il decreto legislativo 153 del 1999, infatti, consente di creare delle imprese che, pur agendo nel campo del non profit, possono svolgere anche attività commerciale, purché gli utili siano reinvestiti all'interno e non distribuiti. Nel 2005, per esempio, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha creato Vernice Progetti Culturali Srl con «lo scopo - ricorda l'amministratore delegato, Marco Gualtieri - di realizzare iniziative, gestire la comunicazione e i rapporti con gli stakeholders del territorio». Allo stesso modo la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ha attivato dal 2000 Riminicultura Srl, che vive di trasferimenti altalenanti dettati in base ai singoli progetti e alle assunzioni necessarie, e altri esempi ancora (come Carima Arte Srl, nell'articolo in basso). Sono le 11 Fondazioni toscane quelle più generose, con oltre 94 milioni erogati nel 2006. Il "peso" della cultura rispetto al totale delle donazioni, però, incide principalmente in Umbria, dove al settore è destinato il 47 delle risorse (oltre 14 milioni). «A causa dello squilibrio territoriale - aggiunge il responsabile dell'Acri - alle realtà del Centro-Nord viene i chiesto sempre più spesso di in-! tervenire per favorire i tenitori i svantaggiati, con interventi di va lenza nazionale, indirizzati fuori ! dalle regioni e al Sud».