Dove va Milano? La domanda, proprio mentre la città si candida come sede dellExpo 2015, appassiona leader delle istituzioni e della politica, imprenditori, persone della cultura, molti dei suoi abitanti. E merita risposte attente, per cercare di tracciare, insieme, un miglior destino comune. Milano, la Milano metropoli, cuore del territorio lombardo e storico punto di riferimento delleconomia e della cultura italiana, vive una fase di riflessione critica sul suo ruolo, le sue funzioni, la sua stessa identità. Tanto parlarne è comunque un buon segno. Ed è utile ascoltare con animo aperto le osservazioni di chi, come il «New York Times», citando una bella espressione di Shakespeare, definisce lattuale situazione italiana, Milano compresa, come «linverno del nostro scontento». La diagnosi è severa. Se ne possono condividere alcune parti, sulla crisi dei valori collettivi e la scarsa propensione al cambiamento. Ma chi conosce bene lItalia e ne vive ogni giorno, pur con fatica, le trasformazioni, non può accettare una prospettiva di declino. Sono troppe le forze vive, fuori dalla "poltiglia sociale" individuata dal Censis, troppe valide le imprese, le associazioni, le organizzazioni "minoranze attive" capaci di costruire ipotesi di ripresa e di sviluppo di qualità. Proprio a Milano, come e ancora di più che nel resto del Paese. Una Milano, daltronde, che resta tra le prime città della classifica delle province italiane sulla qualità della vita, come conferma anche questanno lindagine del Sole-24 Ore (anche se allambiente bisognerebbe dedicare sempre più attenzione). Alle critiche dellopinione pubblica internazionale sulle inefficienze italiane è necessario rispondere - dal nostro punto di vista dimpresa - con i fatti, con scelte di ampio respiro. Milano, particolare metafora dItalia, non è un salotto triste. Né tantomeno un museo inerte di glorie passate. Milano metropoli è un luogo, pur complesso e contraddittorio, di estrema vitalità. Da valorizzare e lasciare in eredità, rifondando un patto generazionale fondato sulla qualità della vita, dellinnovazione, della buona cultura. Va appunto in questa direzione la scelta appena fatta di una partnership strategica tra unimpresa, la Pirelli, che rappresenta lidentità di Milano fondata su lavoro, impegno civile, internazionalità e unistituzione culturale, la Triennale, presieduta da Davide Rampello: una struttura costantemente allavanguardia nei percorsi di ricerca, di sperimentazione di nuovi linguaggi, di comunicazione. Entrambe accomunate dalla "cultura del progetto e del prodotto", chiave di volta del miglior made in Italy. Pirelli, infatti, esprime un forte radicamento nel territorio e, contemporaneamente, una strategia di crescita e di espansione globale. E delle realtà culturali milanesi la Triennale è tra quelle che più hanno contribuito alle sintesi tra cultura italiana e cultura internazionale, al pari di altre eccellenze, coi-ne la Scala o il Piccolo Teatro, il Teatro Parenti o Brera, con le quali, daltronde, Pirelli ha avuto e continua ad avere un intenso rapporto di collaborazione. Un contributo attivo e aperto, per un rinnovato "sistema Italia" che viva come opportunità le sfide globali. Una sfida, di cui ci facciamo carico insieme alla Triennale, anche per mettere a sistema tutte le eccellenze di Milano metropoli, ognuna con un suo ruolo, ma tutte legate dalla massima ricerca di sinergie, da un comune senso di responsabilità per lo sviluppo. Pirelli è fabbrica, cultura del fare, manufatti di qualità: operai, tecnici, ingegneri, manager. Ma anche laboratorio di ricerca applicata ai prodotti, in collaborazione con università e centri scientifici ovunque nel mondo. Ed è luogo di elaborazione di una comunicazione innovativa, che ha costruito un vero e proprio "stile Pirelli" che si va rinnovando in sintonia con i nuovi linguaggi e i nuovi mezzi di comunicazione. Una cultura delle immagini, articolata con diversi linguaggi: il Calendario e il "Pirelli film", per citare esempi recenti ben conosciuti, le campagne affidate a personalità quali Ugo Mulas, Bood Nordsa, Armando Testa o i prodotti di gommapiuma di Bruno Munari vincitori del Compasso dOro, tanto per citarne di più lontani nel tempo. Ma anche linnegabile contenuto simbolico e dunque comunicativo del Grattacielo Pirelli affidato a Giò Ponti - divenuto icona milanese anche quando non è più appartenuto alla Pirelli - o limpegno di comunicazione che ha accompagnato fin dai primi anni 8o unoperazione vasta e complessa come quella del Progetto Bicocca e, adesso, le rassegne di Pirelli Re sullarte contemporanea. Pirelli, insomma, intende continuare a essere motore di una moderna cultura dimpresa, che ha nei processi di ricerca e sperimentazione la chiave della propria strategia di sviluppo. Cultura delleccellenza, del merito, come lievito di una moderna cultura delle libertà, del mercato, delle regole, della sostenibilità ambientale e sociale, della Corporate Social Responsibility. Percorsi analoghi segue, nel suo specifico, la Triennale. E la convinzione comune è che lo sviluppo di una metropoli debba essere costruito su processi lunghi di collaborazione e confronto tra differenti sguardi sul mondo, su incroci fertili, per esempio, fra teatro e scienza, tra i laboratori in cui si lavora con le parole e quelli in cui si sperimentano prodotti e tecnologie, tra gli atelier darte e le strutture della produzione. I libri raccontano la vita, delle persone e delle idee. Il lavoro dà lanima ai libri. E Milano, memore dei momenti migliori della sua storia anche recente degli anni 50 e 6o, può tornare a essere luogo deccellenza deconomia e darte. Pirelli stessa, infatti, è storia, impegnata anche a recuperare e valorizzare il suo Archivio storico, già nella rete dei giacimenti del design e collegato con il nuovo Museo del Design in Triennale (ecco un altro significativo punto di contatto). E Pirelli è contemporaneità. E i suoi percorsi e le sue collaborazioni culturali faranno capo a una Fondazione Pirelli, alla cui costituzione si sta lavorando proprio in queste settimane. Con lo sguardo rivolto al futuro. Presidente del Gruppo Pirelli
MILANO - Il modello milanese di un dialogo tra economia e cultura
Milano, la città metropoli, è al centro di una riflessione critica sul suo ruolo e le sue funzioni. La città è candidata come sede dell'Expo 2015 e la domanda di un miglior destino comune appassiona leader e imprenditori. Milano è una città di estrema vitalità, ma anche complessa e contraddittoria. La scelta di una partnership strategica tra Pirelli e la Triennale è stata fatta per valorizzare la cultura e l'identità di Milano. Pirelli è una fabbrica di cultura del fare, con una comunicazione innovativa e un "stile Pirelli" che si rinnova in sintonia con i nuovi linguaggi e i nuovi mezzi di comunicazione.
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