Ci sono oltre duecento milioni di fondi europei destinati dalla Regione al centro storico di Napoli nel settennio 2007-2013. Una cifra apparentemente ragguardevole, in sostanza irrisoria per le urgenze e le necessità maturate in anni dinerzia operativa. Il recupero urbano e il restauro monumentale, se ben fatti, hanno costi molto alti. Con questa cifra non si completa neppure il restauro del solo Albergo dei Poveri, cui pur sarà destinata una parte di questi fondi. Sarà inevitabile quanto opportuno anche un riferimento alla recente proposta di Marco Demarco sul "Corriere del Mezzogiorno" di intervenire su Forcella e bonificarla in cinque anni. Lidea è interessante, ma ha ampi limiti di praticabilità a livello di piano regolatore e di regime di proprietà delledilizia su cui sinterviene. Ladesione del cardinale Sepe e daltre autorevoli firme come Guido DAngelo e Mario De Cunzo sono un valore aggiunto di cui tener conto, ma le difficoltà restano. Nel conseguente dibattito sulle scelte e sulle priorità, sinserisce la Seconda Università che oggi non parlerà a titolo personale ma a nome, per così dire, di tutte le istituzioni universitarie e dalta formazione interessate a costruire allinterno del centro antico una Cittadella degli studi. Ha le carte in regola per dirlo perché come Scuola Medica napoletana - e oggi Facoltà universitaria - è insediata da oltre cinque secoli (dal 1470) nel centro antico di Napoli. Questa proposta la avanzerà Franco Rossi, rettore della Sun. Interverranno nellordine Carmine Gambardella, Giovanni Delrio, Enrico Guglielmo, Benedetto Gravagnuolo, Marco Di Lello, Felice Laudadio, Ugo Dovere, Raffaele Raimondi e Gerardo Marotta. Due i punti su cui fissare maggiore attenzione, per evitare pratiche dilatorie su un argomento che reclama tempi rapidi e risorse certe: le corrette procedure per la gestione dei fondi (Chi sceglie? Con quali criteri? Per quali obiettivi?); la proposta della Seconda Università, anche nel confronto dialettico con altre ipotesi (Forcella) e iniziative in corso. Primo punto, le procedure. Quasi quindici miliardi di finanziamenti europei, duecento milioni destinati al centro storico di Napoli. Cifra deludente. Meno di quanto costa la sola rimozione della colmata a mare a Bagnoli. È in questi rapporti economici che si coglie in modo icastico il livello dinteresse della politica per il centro storico di Napoli. In ogni caso, qualcosa sè avviato. Cè un protocollo dintesa tra Regione, Comune di Napoli, Arcidiocesi e Soprintendenza. Tra un anno sarà firmato un vero e proprio accordo di programma tra i sottoscrittori per precisare scelte, tempi e modi di attuazione. Non mi pongo questioni di legittimità. Mi chiedo solo se sia corretto sul piano culturale che quattro pur autorevolissime istituzioni decidano da sole o con consulenti poco importa come gestire queste risorse. Qualcosa in proposito si dovrà pur dire questa mattina nel confronto. Secondo punto, la proposta. La Cittadella degli studi è unidea innovativa. Per la verità, fu formulata oltre ventanni or sono da Renato De Fusco, ma in un altro contesto culturale e politico. Non cè nulla da inventare in proposito; si tratta di potenziare, qualificare, mettere a sistema e dare un senso unitario a ciò che già da secoli esiste: una rete diffusa di complessi monumentali, edifici nuovi e antichi, chiostri e giardini, aree, chiese non officiate, tutti dedicati in vario modo alla funzione dello studio e della formazione. Una cittadella che parte dallacropoli di Neapolis sopra piazza Cavour e arriva alla costa con i moderni insediamenti universitari su via Marittima. Su questo tema sono stati forniti questanno importanti contributi progettuali da master e workshop. Unificare questi studi e varare un progetto che appare realistico e storicamente fondato perché in linea con il piano regolatore e in sintonia con la vocazione dei luoghi del centro antico: questa è la proposta che oggi sarà consegnata alla politica per un ineludibile riscontro.
NAPOLI - Che cosa fare nel centro antico
La Regione ha destinato oltre duecento milioni di fondi europei al centro storico di Napoli nel 2007-2013. Tuttavia, questa cifra è considerata irrisoria per le urgenze e le necessità del centro storico. Il recupero urbano e il restauro monumentale hanno costi alti e non sono stati completati con questi fondi. La Seconda Università di Napoli ha proposto una "Cittadella degli studi" all'interno del centro antico, che potrebbe essere un'opportunità per potenziare e qualificare gli studi e la formazione. La proposta prevede l'unificazione di vari complessi monumentali e edifici, e la creazione di un progetto realistico e storicamente fondato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo