II disegno di legge 701 diciamolo subito: tortuoso, devastante e subdolo è in agenda alL'Assemblea regionale. È un tentativo, si spera maldestro, di avocare al dominus Cuffaro prerogative autorizzative fondamentali, fino a oggi di competenza delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica, territoriale, del patrimonio storico-artistico. Non per nulla il cofirmatario del disegno è il presidente stesso. Sotto, un'intestazione che titola di "Variazione al bilancio della regione e al bilancio dell'Azienda foreste demaniali", per articoli specifici discutibili o meno si giunge all'articolo 6 dall'accattivante titolo "Snellimento procedure", vera anima nascosta del disegnoSotto mentite spoglie la norma sferra un attacco terribile al patrimonio ambientale e culturale della nostra regione e alle istituzioni democratiche. La sua sostanza si concretizza in più punti furbescamente espressi. Pescando nelle anse più nascoste, si scopre che il silenzio-assenso si estende alle richieste di varianti di strumento urbanistico e cambiò di destinazione d'uso per i progetti sottoposti a Trilascio della Via (Valutazione impatto ambientale), quindi necessariamente di notevole volumetria e peculiare impatto su ambiente e salute. Con un iter che prescinderebbe anche da una "Via" negativa. Il potenziale distruttivo si completerebbe con le nuove regole da applicare alle conferenze di servizi, dove partecipazione e parere di soprintendenze, Arpa e Ausl sono oggi determinanti. Infatti; in caso di loro dissenso. Il presidente della Regione acquisirebbe il potere di avocare a sé la facoltà decisionale. A conferma che in Sicilia tutto è possibile, un presidente della Regione sul quale pende una sentenza per l'accusa di favoreggiamento alla mafia e che vanta fra l'altro un provvedimento di «sanatoria costiera» impugnato dal commissario dello Stato e alcuni inceneritori da realizzare, potrebbe dunque trovare i numeri per farsi approvare tale ampliamento di poteri. Un potere decisionale immenso, senza averne né titoli né capacitatale da diventare controllore di se stesso in settori vitali per l'integrità del disastrato equilibrio naturalistica e urbanistica dell'Isola, le soprintendenze, nel bene e nel male, sono una degli ultimi baluardi qualificati a difendere quel che resta dagli assalti della speculazione. Il passo sarebbe decisivo nel processo delegittimatorio e di svuotamento di competenze di cui esse sono da qualche tempo oggetto; Lasciamo ai costituzionalisti e al commissario dello Stato il giudizio sull'ammissibilità di queste norme, ma nel caso di approvazione che fine faranno fondamentali meccanismi democratici? Arpa e soprintendenze esautorate, resta l'evolversi di uno storico legame disastrante tra poteri locali, speculatori e una certa parte del mondo della progettazione. Oggi alcuni architetti e ingegneri si ergono a demiurghi, secondo un sorpassatissimo e inattuale concetto del ruolo, confortati da incarichi pubblici che travalicano sempre più spesso le loro competenze. Senza peraltro potere più fregiarsi di molte referenze, dal dopoguerra a oggi. Sorvolando su birilli e birilloni del Foro Italico, non bastano certo il palazzetto dello Sport, il palazzo azteco della Sperlinga, le torri di Sferracavallo e pochissimo altro ancora a convincerci sulla competenza all'occuparsi di tutto del nostro architetta demiurgo. Buona architettura o buona urbanistica, idee nuove anche discutibili, alzate di genio, un pizzico di originalità, il bello o il tentativo di esso insomma, ci sfuggono. Solo il centro storico di Palermo ha abbastanza spesso usufruito di un'ottima progettazione conservativa e di riutilizzo, alle volte geniale. Il merito in questo delle soprintendenze e dei suoi professionisti non si può negare. Ma neanche ciò basta perché si possa accettare che da architetti venga la sospetta sentenza "sull' improduttività della Conca d'Oro, che ingegneri decidano sull'innocuità degli inceneritori, che altri architetti si occupino di organizzare il Parco dell'Oreto, dirigano aree protette, siano al timone di quasi tutte le associazioni-ambientaliste siciliane. Affideremmo un'operazione a cuore aperto a un chirurgo ortopedico e senza referenze? O una causa di risarcimento a uno spìcciafaccende? Palermo è tuttavia - patria di eccellenti scuole di biologi, naturalisti, geologi, chimici, medici. Sarebbe auspicabile vedere un tossicologo e un biochimico decidere sulla dannosità degli inceneritori, coadiuvati da biologo e metereologo. Un naturalista presiedere all'organizzazione del Parco dell'Oreto. Un biologo marino direttore della riserva di Ustica. Naturalisti e geologi decidere sul recupero della Conca d'Oro. Che la ferita sia curato dal medico, non dal suo assassino. Se il professore Silvano Riggio, uno dei più importanti ecologi italiani, volesse progettare un palasport si solleverebbero giustamente scandalizzati gli ordini di architetti e ingegneri. E ecco che tutto torna, ognuno al suo posto a fare la sua professione. Il 701 non veda la luce. II radiologo Cuffaro non faccia l'urbanista, il naturalista, il chimico, il biologo. O vedremo la sua corte di architetti e ingegneri, nella Sicilia del punteruolo rosso che vede morire le sue palme per intempestività, incompetenza e inefficienza, sostituirle definitivamente con post moderni fac-simile luminosi?
SICILIA - Una legge minaccia l'ambiente siciliano
Il disegno di legge 701 è stato presentato all'Assemblea regionale e prevede variazioni al bilancio della regione e al bilancio dell'Azienda foreste demaniali. L'articolo 6, intitolato "Snellimento procedure", attacca il patrimonio ambientale e culturale della regione e alle istituzioni democratiche. Il disegno prevede che il presidente della Regione acquisa il potere di avocare a sé la facoltà decisionale in caso di dissenso delle soprintendenze, Arpa e Ausl. Ciò potrebbe essere visto come un tentativo di delegittimare le competenze delle istituzioni e di favorire la speculazione. Il testo è stato criticato per la sua natura subdola e devastante.
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