Tre anni di incontri e iniziative per avvicinare la città al 2011 e alle celebrazioni dei centocinquantanni dallUnità nazionale Parla il direttore del comitato organizzatore Paolo Verri Allestero il nostro Paese è un valore, i suoi abitanti no: è ora di provare a ricostruire un orgoglio tricolore Cresce il malessere, si discute molto di ciò che va male, ma noi vogliamo cominciare a parlare di futuro Tra le priorità di spesa ci saranno la biblioteca di Bellini, il Polo Reale col parco archeologico e le residenze sabaude -------------------------------------------------------------------------------- A che punto è lItalia? È la domanda intorno alla quale si articoleranno, alla prossima Fiera del Libro, i primi eventi concreti legati al centocinquantenario dellUnità. Ovvero una serie di incontri tra scienza, cultura, economia e politica, per constatare con esperti e studiosi internazionali come sta il nostro paese. Ma già a marzo prenderà il via con un progetto triennale di comunicazione il percorso di avvicinamento al 2011. Di questo e altro parla il direttore del Comitato Italia 150, Paolo Verri, che venerdì sarà a Roma da Carlo Azeglio Ciampi, presidente del Comitato dei garanti per le celebrazioni. Paolo Verri, perché partire dalla Fiera del Libro? «Intanto perché così avremo a disposizione un pubblico di 300 mila persone. Partiamo da lì con il progetto "Esperienza Italia", questo è il titolo del programma per le celebrazioni. Immaginiamo un appuntamento al giorno per lavorare a ricostruire un orgoglio nazionale, per arrivare preparati al 2011». Un modo anche per rispondere alle mal digerite critiche sul Belpaese che arrivano da fuori, per esempio dal recente articolo sul New York Times? «Noi non vogliamo dire che cosa va bene in Italia, ma che cosa potrebbe andare meglio. Non siamo per nulla convinti che il grosso della popolazione sappia che cosa significhi preparare un evento di questo tipo, dialogando sul presente e prospettando un futuro diverso. Allora proviamo a costruire un percorso che parta dalle scuole, dai libri. Ma lo sa che il numero di libri sullItalia è cresciuto in modo esponenziale in questi ultimi tempi?». Perché, secondo lei? «Perché cresce il malessere. Oggi si dialoga sul perché le cose vanno male e si cercano i colpevoli: ma non si parla di futuro. Noi vogliamo parlare di futuro. Abbiamo organizzato di recente allinterno del nostro comitato un seminario sulla percezione dellItalia e degli italiani dallesterno, basato sulla ricerca condotta attraverso 28 mila questionari diffusi nel mondo dal ricercatore di Astra Enrico Finzi: viene fuori che lItalia in sé rappresenta un valore, nonostante gli italiani. Nel senso che gli italiani sono percepiti come un ostacolo al paese. Noi vogliamo lavorare per trasformare il valore generale nel valore di ogni individuo». Un progetto non da poco. Ma come si rapporta tutto questo con le celebrazioni per i 150 anni? «Intendiamo offrire Torino come palcoscenico e percepire quali siano i temi da offrire e quali caratteristiche debbano avere questi temi. Si vuole aprire una sorta di consultazione pubblica, usare la Fiera del Libro proprio come occasione per un test su che cosa la gente percepisca oggi dellItalia e della sua storia. Di tutto questo parleremo venerdì a Roma con Ciampi, che vuole sapere che cosa intendiamo fare per il 2011». Ecco, appunto: che cosa intendete fare? «Non abbaiamo ancora stabilito un programma concreto, ci sono già però 15 temi individuati: dal paesaggio e dalla città alle persone, alla scienza, alla spiritualità, allambiente, allenergia, alla salute, alla sicurezza, alla mobilità. Oltre naturalmente alla democrazia, cui dedicheremo nel 2009 e nel 2011 una biennale, nel centenario della nascita di Norberto Bobbio. Il 2010 sarà invece incentrato sul bicentenario di Cavour, sullanalisi del passato per costruire il futuro, con eventi sparsi per tutto il Piemonte, mentre nel 2011, tra il 17 marzo e il 4 novembre, il palcoscenico sarà Torino». E i fondi? «Sono in delibera in questo momento alla Camera, nellambito della Finanziaria. La richiesta del ministro Rutelli è di ottenere un miliardo, per ora ci sono 600 milioni più 150 da dividere in tre, nel senso che Torino e il Piemonte otterranno, questo è un dato sicuro, il terzo dei fondi messi a disposizione dal governo». Per che cosa serviranno? «Tra le priorità ci sono la biblioteca di Bellini sulla Spina 2, le residenze sabaude, il Polo Reale con i musei del centro e il parco archeologico, oltre alla sistemazione di una residenza culturale per ogni provincia: si è già assegnata per ora quella del Broletto a Novara. Realizzeremo mostre, ma è presto per i dettagli: tengo a dire però che lavoriamo con il pubblico e il privato, tra i nostri partner ci sono Fiat, Intesa San Paolo, Enel, Seat, la Società Dante Alighieri. Tutti insieme vogliamo costruire un percorso che faccia vedere che cosa di meglio lItalia sta realizzando e vuole realizzare per il suo futuro».
TORINO - avvicinare la città al 2011 e alle celebrazioni dei centocinquantanni dallUnità nazionale
Il direttore del Comitato Italia 150, Paolo Verri, ha parlato della prossima Fiera del Libro e delle celebrazioni per il centocinquantenario dellUnità nazionale. Il progetto "Esperienza Italia" mira a ricostruire un orgoglio nazionale e a preparare il paese per il 2011. Verri ha sottolineato che lItalia è un valore, ma i suoi abitanti no, e che è ora di provare a ricostruire un orgoglio tricolore. Il progetto prevede una serie di incontri e iniziative per avvicinare la città al 2011, tra cui la creazione di un percorso di avvicinamento al 2011 e la realizzazione di eventi con esperti e studiosi internazionali.
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