Censire le risorse artistiche e paesaggistiche del territorio italiano. Selezionare le tecnologie più moderne nel campo del recupero delle risorse culturali. Promuovere la tutela e la valorzzzazione dei beni che compongono il patrimonio storico del nostro Paese. Sono queste alcune delle funzioni che in futuro potrebbero essere attribuite ad un osservatorio ad hoc. "I beni culturali e ambientali", si legge in un disegno di legge presentato in commissione Cultura della Camera da Giacomo Ventura (Fi), "rappresentano una delle maggiori risorse per il nostro paese, che necessitano di una moderna ed adeguata "politica" della conservazione, ma soprattutto catalogazione, per una loro migliore e mirata fruizione. Gran parte dell'ingente patrimonio artistico e culturale italiano, infatti, nonostante gli sforzi è ancora esposto al rischio di razzia e di dispersione. Un rischio, anzi una realtà (trentacinquemila furti, seimila persone denunciate e duemilacinquecento poste a regime detentivo lo scorso anno) destinato a moltiplicarsi in maniera esponenziale in assenza di una rete di monitoraggio. "Uno degli strumenti indispensabili per la lotta alla dispersione del nostro ingente patrimonio è, senz'altro, la sua catalogazione, attraverso l'istituzione di un archivio centralizzato costituito dalle numerose informazioni già in possesso delle singole regioni e di migliaia di amministrazioni locali: questa proposta si pone l'obiettivo, altresì, di istituire uno "sportello unico "dei beni culturali e ambientali nel quale fare confluire anche i dati relativi alla totalità degli interventi, degli studi e delle iniziative intraprese in ogni settore, pubblico e privato, coinvolto nel processo di tutela patrimoniale, atti a renderli fruibili in modo multidirezionale e omogeneo in tutto il territorio nazionale e a livello internazionale, creando un servizio aggiuntivo dagli inestimabili risvolti economici, occupazionali e di ricerca specialistica relativa ai settori connessi ai singoli beni". Dove l'impegno del ministero dei Beni culturali non arriva dunque potrebbe intervenire l'osservatorio incaricato peraltro dell'attivazione di tutti i circuiti (compresi l'imprenditorialità e l'associazionismo di settore) in grado di potenziare la promozione culturale. "L'osservatorio predispone ogni due anni la relazione sulla condizione in Italia dei beni culturali e ambientali. E un piano nazionale di azione di interventi per la tutela e la conservazione, con l'obbiettivo di conferire priorità ai programmi riferiti alle zone territoriali maggiormente depresse. Costo dell'attivazione del servizio quindici milioni di euro per i prossimi tre anni e, da subito, centocinquantamila euro all'anno per ciascuna regione quale contributo per le spese (documentate) sostenute per l'avvio delle attività.
Un Osservatorio in difesa del patrimonio culturale
Un disegno di legge proposto in commissione Cultura della Camera da Giacomo Ventura prevede l'istituzione di un osservatorio ad hoc per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali italiani. L'osservatorio dovrebbe catalogare le risorse artistiche e paesaggistiche del territorio italiano e promuovere la tutela e la valorizzazione dei beni che compongono il patrimonio storico del Paese. Il disegno di legge prevede anche la creazione di uno "sportello unico" per i beni culturali e ambientali, dove fare confluire i dati relativi ai dati relativi alla totalità degli interventi, degli studi e delle iniziative intraprese in ogni settore, pubblico e privato, coinvolto nel processo di tutela patrimoniale.
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