Sembrava un progetto troppo ambizioso. Invece, arrivano i fondi per il recupero della «Maddaloni nascosta»: un programma di restyling, urbanistico e funzionale, dell'enorme patrimonio artistico, costituito essenzialmente da chiese di grande pregio, chiuse, dimesse o a rischio crollo. Stanziati mezzo milione di euro per il recupero della chiesa di Santa Maria de' Commendatiis, per anni saccheggiata dai professionisti dei furti su commissione. «Il rifacimento della copertura - spiega l'assessore Angelo Schiavone - e la messa in sicurezza della struttura servono a tutelare il monumento ma anche e a ricavare nuovi locali da destinare alle attività del museo civico». È infatti merito di Maria Rosaria Rienzo (direttrice del museo) se l'enorme complesso de Commendatiis, da gioiello in rovina, è diventato un polo formativo-museale per le scuole del distretto scolastico. Michele Farina, più nei panni di assessore provinciale che di sindaco, annuncia: «Allargheremo alla Curia Vescovile l'intesa, cioè l'allarme già condiviso con la regione Campania e con la Sovrintendenza ai Beni Architettonici, per la difesa del centro storico negato». Pronto un programma tecnico-finanziario per il recupero funzionale della chiesa di Santa Maria degli Angeli. «L'obiettivo dichiarato - preannuncia Schiavone - è creare una sala d'ascolto o un auditorium nel cuore antico del centro storico, visto che siamo totalmente privi di strutture in grado di ospitare attività culturali, ludico-ricreative». È quanto già avviene alla vicina Santa Maria del Soccorso oggi sede di tutte le attività musicali e teatrali dell'Associazione Barchetta. Intanto, questa volta per merito della sovrintendenza archeologica, è in fase avanzata pieno recupero del «terzo polo museale archeologico della provincia di Caserta». Il completamento del «Museo archeologico Calatia», voluto da Stefano De Caro e oggi utilizzato anche contenitore polivalente di manifestazioni culturali, si basa sulla pregevole ristrutturazione dei piani alti del casino di caccia dei Carafa: complesso dove re Ferdinando II di Borbone amava abbandonarsi alla sua sfrenata passione venatoria e dove soprattutto Carlo III, nel 1734, conferì a Maddaloni il titolo di città. Il recupero funzionale del primo piano, del sottotetto e del tetto, nonché l'apertura di un parcheggio attrezzato, sarà propedeutico al trasferimento dei reperti archeologici, provenienti dalle necropoli dell'antica Calatia (oltre 1000 tombe scavate) e dal tratto dell'Appia antica (che oggi attraversa i territori di Maddaloni e S.Nicola La Strada),un patrimonio oggi custodito presso il Museo Archeologico di Napoli.
CAMPANIA - Fondi per salvare Maddaloni nascosta
Il comune di Maddaloni ha ricevuto fondi per il recupero del patrimonio artistico e culturale della città, comprese le chiese e il museo civico. Il progetto prevede la restyling, urbanistico e funzionale delle strutture, con la messa in sicurezza della struttura e la creazione di nuovi locali per le attività del museo. Il progetto è stato realizzato grazie all'intesa con la regione Campania e la Sovrintendenza ai Beni Architettonici. Inoltre, il comune ha annunciato il recupero funzionale della chiesa di Santa Maria degli Angeli, con l'obiettivo di creare una sala d'ascolto o un auditorium nel cuore del centro storico.
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