E i politici si dividono. «Indispensabile». «No, non serve» -------------------------------------------------------------------------------- C'è chi siede sui velluti comunali e amministra i soldi pubblici con la terza media in tasca. Qualcuno progetta lo sviluppo edilizio, decide se trasformare una collina verde in una valle di infissi e cemento con lo stesso titolo di studio. In alcuni casi nelle giunte di Comuni neppure tanto piccoli spuntano assessori con licenza elementare. Spulciando tra i curricula dei "nostri manager del territorio" eletti in 11 Comuni della provincia salta fuori che solo uno su tre ha una laurea incorniciata al muro. Sui 76 amministratori in carica, soltanto un 33 ha finito l'Università. Ma la politica ha bisogno o no di titoli di studio? Che preparazione serve per gestire un ente locale? «Un buon amministratore dovrebbe essere un grande studioso. La laurea può essere pure secondaria, ma la cultura e le competenze sono essenziali», prova a rispondere con grande diplomazia l'ex sindaco di Crespina Umberto Carpi. Che dalla sua ha però una laurea con il massimo dei voti, un passato da preside di facoltà di lettere a Pisa e un presente da sottosegretario all'Industria nel governo Prodi. Neppure il sindaco di Lari Ivan Mencacci si sbilancia troppo, a riprova che l'interrogativo divide chi fa politica. «Una laurea non è fondamentale ma sicuramente aiuta quando ci si confronta con le persone e quando si parla in pubblico». Mencacci guarda al passato larigiano e snocciola il nome del grande sindaco mezzadro Alvaro Bacci, primo cittadino dal '64 al '78. «Lui non aveva la laurea ma è stato un amministratore importante per questo Comune». Eppure oggi che per aggiudicarsi una semplice collaborazione o conquistare il fatidico contratto a progetto servono competenze sempre più specifiche e titoli di studio che giocano al rialzo, sembra strano che la cosa pubblica si possa gestire magari avendo solo la licenza di scuola media. Una contraddizione che non sfugge al sindaco di Orciano Giovanni Luigi Mogre che non nasconde la sua amarezza per non aver continuato gli studi: «Devo dire che soprattutto all'inizio ho avuto difficoltà anche solo per scrivere lettere di un certo tipo. La scuola è importante e i ragazzi devono studiare. A me tante competenze mancano. Per una buona gestione del Comune mi affido ai tecnici». Un'idea di conduzione dell'ente locale che non convince il sindaco di Crespina Thomas D'Addona, 33 anni, laurea in ingegneria meccanica, che si accende sull'argomento. «Non mistifichiamo i ruoli. I tecnici comunali devono ricevere input politici e dare risultati. Non è l'inverso. Dobbiamo saper distinguere le occasioni dalle perdite di tempo e per fare questo occorre preparazione». Dagli amministratori più giovani, arriva insomma forte e chiaro un messaggio inverso. «Ricordo Bellucci il grande sindaco crespinese del dopoguerra, ma quelli erano altri tempi. Oggi - sostiene D'Addona - chi nasce e cresce solo nella politica rischia di restare imprigionato in stereotipi che chiudono la mente. Lo studio rappresenta uno strumento mentale che ti abitua a ragionare». Anche per Mencacci, sindaco larigiano, i tecnici comunali devono essere guidati dagli indirizzi politici: non può avvenire l'opposto. E l'assessore allo sport e alle politiche giovanili del comune di Pontedera, Simone Millozzi è convinto che i percorsi scolastico e politico dovrebbero assolutamente intersecarsi. «All'età di 25 anni, mi sono laureato in giurisprudenza a Pisa - racconta il più giovane della giunta pontederese - Conoscere bene il diritto amministrativo, di prassi in Comune, mi ha agevolato tanto». Vero è che la scuola politica non si costruisce necessariamente all'ateneo, ma è altrettanto vero che «allora gli amministratori erano selezionati da grandi partiti intrisi di marxismo, leninismo, cattolicesimo - torna a fare il punto della situazione Umberto Carpi - Oggi, la domanda che mi faccio è: chi seleziona questi sindaci e questi assessori? Quando non ci sono più grandi correnti - e qui Carpi va giù pesante - il rischio grosso è che tutto sia mosso da grandi interessi personali, oppure espressione di ceti politici che si autoriproducono». Emergenza Casta? Paura che soprattutto nei Comuni più piccoli basti avere un buon rapporto con la popolazione per riuscire a conquistare il Palazzo? «Di sicuro - rincara D'Addona - oggi a noi sindaci viene chiesto di interpretare tutto e avere competenze in vari settori. Dobbiamo progettare lo sviluppo di un paese. Dobbiamo sapere». Così là dove carta canta di un assessore alla cultura con licenza media, la domanda al sindaco di Terricciola sul "perché questa scelta" sorge spontanea. «Sono laureato ma dico che i peggiori danni della politica sono stati fatti da governi tecnici. Secondo me aver fatto l'università non è garanzia di competenze in più. Così per l'incarico di assessore alla cultura servono caratteristiche particolari che ho individuato nella persona scelta», risponde Alessandro Guerrini. Intanto dalla sua poltrona romana di alta politica Umberto Carpi indica come sindaci perfetti proprio la categoria dei docenti universitari. «Tra tutti vedo Salvatore Settis, direttore della Normale, che potrebbe essere un primo cittadino ideale».
Il Tirreno
19 Dicembre 2007
PONTEDERA. La laurea? Non abita in giunta
FR
Francesca Suggi
Il Tirreno
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Il Tirreno · 12 Ott 2007
TOSCANA - CRESPINA. Proteste per la collina disboscata
Il Tirreno · 14 Ott 2007
TOSCANA - CEPPAIANO. Imporre vincoli e ridurre il cemento Ceppaiano, la critica dell'ingegnere
Il Tirreno · 29 Feb 2008
LUSTIGNANO giallo sulla cava Provincia e Comune: progetto fermo. Ma spuntano strani pali nei campi
Il Tirreno · 11 Mag 2008
BRESCIA. URBANISTICA: Un outlet da 600 posti
Il Tirreno · 11 Ago 2009
LARDERELLO. Dopo i ritardi la promessa: museo aperto in autunno
Il Tirreno · 30 Nov 2009
VOLTERRA. Un piano per 200 appartamenti di lusso. A Volterra villaggio vip nell'ex manicomio
Il Tirreno · 14 Gen 2010
TOSCANA - CRESPINA. Entro la primavera via ai lavori per l'outlet
Il Tirreno · 24 Feb 2010
VOLTERRA. Un teatro romano da 600 posti
Il Tirreno · 14 Mar 2010
CRESPINA. Una tomba etrusca a Crespina
Il Tirreno · 1 Apr 2010
TOSCANA - In villa nasce il centro benessere. Chianni: progetto-chic con diciotto appartamenti, sauna e piscina
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
—