Semestre Europeo rischio chiusura musei aree archeologiche archivi e biblioteche, il grido d'allarme dei precari italiani. Le Aree archeologiche, gli Archivi e le Biblioteche Statali Italiane rappresentano l'unico esempio a livello internazionale di istituti pubblici con orari prolungati di apertura al pubblico pari a 11 ore giornaliere. Le iniziative assunte dallo Stato nel settore dei Beni e le Attività Culturali hanno visto un incremento dei visitatori che sono passati dai 25 milioni del 1996 ad oltre 30 milioni nel corso del 2000 con un introito registrato in miliardi che è passato da 102 a quasi 150 nell'anno 2000. I dati del 2001 e 2002 dimostrano che i visitatori e gli introiti sono cresciuti nonostante l'effetto dell'11 settembre. I dati 2003 comparati sul 2002 dimostrano come nel primo semestre i visitatori sono cresciuti di un ulteriore 6. Secondo una indagine di Federculture la spesa media di ogni turista italiano in visita nei siti espositivi statali è pari a 98.00 euro, un turista straniero ha una spesa media 103.00 euro il che significa che moltiplicata una cifra media di 100,00 euro a visitatore detratto il costo del biglietto il ritorno per l'indotto quale Alberghi,Ristoranti,Bar,Esercizi Commerciali e altre attività imprenditoriali è pari a 30.212.727.000,00 euro. Tali dati economici dimostrano come scelte oculate nel settore dei Beni e le Attività Culturali rappresentano una straordinaria capacità di crescita delle economie locali, con immediati e rilevanti riflessi in termini occupazionali ma anche promozionali delle multiforme realtà del nostro paese. Lo Stato attraverso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e d'intesa con gli Enti Locali,Comuni,Province e Regioni può determinare ulteriori momenti di crescita dei sistemi museali mediante il mantenimento ed il rafforzamento dell'attuale offerta museale. Oggi dobbiamo rilevare l'esiguità degli organici del personale addetto ai servizi di vigilanza e accoglienza dipendente dal Ministero per i beni e le Attività Culturali che è pari a meno di 7000 unità, e entro il 31 dicembre 2003 registrerà una ulteriore contrazione per cessazioni dal servizio. A fronte di questo registriamo uno studio dello stesso Ministero secondo il quale le unità di personale necessario a garantire le apertura dei siti espositivi secondo le disposizione dettate dai Ccnl (Contratti Nazionali di Lavoro) è pari in almeno 12.000 unità. Dall'anno 2000 prestano servizio 2300 unità di personale precario quali i Giubilari e gli Assistenti Tecnici Museali che in parte riescono a supplire alle carenze di organico. Il Sindacato e i precari con la manifestazioni Nazionale che si svolgerà a Roma il 14 novembre prossimo, intende richiamare l'attenzione del Ministro.