Una direttiva sul rispetto delle regole per attività e negozi nel centro storico. L'ha scritta il ministro Rutelli alla Soprintendenza La direzione regionale ai Beni culturali ha chiesto il Piano del commercio al Comune. E osserva: «C'è un eccesso di tavolini e dehor in via Dante e in Galleria, troppi ambulanti e abusivi in piazza Duomo». Così l'assessore di Palazzo Marino alle Attività produttive, Ti-ziana Maiolo: «Giusto il richiamo al rispetto del decoro». Gli esercenti della Galleria sono preoccupati: «Se vengono eliminati i dehor, bar e ristoranti rischiano di chiudere». Ma Italia Nostra denuncia la «situazione intollerabile» in piazza Duomo: «Troppe stratture, tendoni e gazebo pubblicita-ri. Nessuno rispetta le regole». I bagni chimici blu. L'abete luminoso infiocchettato di bianco. Il palco del concerto, la piastra per salsicce e l'ambulante di cinture finto DG. Il tendone coi tubi Innocenti e l'innocenza dei bimbi alla mostra dei presepi. Tutto in piazza Duomo. E forse «troppo» per piazza Duomo, denuncia Italia Nostra, «vivamente preoccupata dal degrado e dalla banalizzazione» del cuore di Milano, il suo centro storico e religioso. È preoccupato il presidente Luca Carra e lancia «una campagna per il recupero e un utilizzo più dignitoso». Come? «Con nuove regole per l'occupazione degli spazi». Motivo: «Quelle in vigore ricordate dal ministro Ruteni non sono rispettate». Due parole, situazione intollerabile, efficacia della sintesi. Ma l'analisi è più che dettagliata: «Piazza Duomo è costretta a ospitare strutture prefabbricate, tendoni, gazebo per la promozione d'iniziative e la vendita d'ogni sorta di cose, palchi per concerti ed enormi schermi per ogni genere di eventi». I gradoni del sagrato, osserva Italia Nostra, «sono ridotti a un bivacco». E l'Ottagono in Galleria «è perennemente occupato da installazioni spesso di natura commerciale». Domanda: «È il caso?». Soprattutto, spiega Carra, «quando queste attività arrecano danni permanenti ai manufatti storici e alla pavimentazione». È il caso? Ci fosse il sindaco, in piazza Duomo. Ufficio a Palazzo Reale invece che in piazza della Scala. «Un'idea», ed è di Italia Nostra. Ci fosse Letizia Moratti «forse la situazione migliorerebbe». Pulizia, ordine, decoro. «È solo una proposta», ma dal valore pratico e simbolico. Il primo cittadino che trasloca fronte cattedrale: i due poteri dialogherebbero e vedrebbero gli stessi problemi. La Soprintendenza usa tre parole per il centro-centro. Situazione da inquadrare. La direttiva del ministero sulle aree di pregio storico-artistico da la linea. Rispetto dei vincoli. E, dunque, «dobbiamo definire un piano organico di uso degli spazi», spiegano dalla direzione ai Beni culturali. Un protocollo per evitare ogni volta il tira e molla su questo e quell'evento, questa e quella licenza: «Binari precisi, una volta per tutte, entro i quali Palazzo Marino sa di doversi muovere». Binari, allora. Quelle «linee guida» che l'arciprete del Duomo, monsignor Luigi Manganini, invoca da anni: «Dobbiamo sederci attorno a un tavolo. Noi, ente cattedrale, e poi Comune, Soprintendenza e Fabbrica del Duomo. E lì, attorno allo stesso tavolo, vedere di trovare davvero una soluzione che venga coerentemente rispettata». Nell'attesa, bagni chimici e piastre per salsicce. Anche se il Comune «qualche sforzo lo sta facendo», riconosce Benigno Mòr-ling Visconti Castiglione, direttore della Veneranda Fabbrica. Per dire: la patinoire è stata trasferita Ma ancora, dice, «non c'è sufficiente coordinamento. Alcune strutture posticce ci lasciano perplessi ed è ormai diffusa la consapevolezza che bisogna fare meglio». Peccato, osservano dalla Fabbrica, «che per ora non si sia fatto più di tanto».
Decoro in centro, via i tavolini dai bar
Il ministro Rutelli ha scritto una direttiva sul rispetto delle regole per attività e negozi nel centro storico di Milano. La direzione regionale ai Beni culturali ha richiesto al Comune un Piano del commercio. L'assessore di Palazzo Marino, Ti-ziana Maiolo, ha espresso preoccupazioni sulle strutture prefabbricate e commerciali in piazza Duomo, che arrecano danni permanenti ai manufatti storici e alla pavimentazione. Italia Nostra ha denunciato la situazione intollerabile e ha lanciato una campagna per il recupero e un utilizzo più dignitoso del centro storico. Il presidente Luca Carra ha lanciato una campagna per il recupero e ha proposto nuove regole per l'occupazione degli spazi.
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