TRIESTE L'ultimo scoglio è superato. La Fondazione Aquileia, dal prossimo anno, potrà cominciare ad utilizzare i due milioni di euro che porta in dote come prima attribuzione nella Finanziaria regionale per Fanno 2008. Il sì, l'ultimo e ufficiale, è finalmente arrivato. Il Consiglio Superiore dei Beni Culturali si è infatti espresso a favore della nascita della Fondazione, che adesso, dopo la firma tra il ministro dei beni Culturali Francesco Rutelli e il presidente della Regione IIly (prevista per i primi mesi del prossimo anno), prenderà ufficialmente vita. La decisione è arrivata questa settimana, ed era tutt'altro che scontata, come si vede peraltro dai risultati di voto: sette consiglieri infatti si sono espressi a favore, cinque contro, e uno si è astenuto. A pesare sulle decisioni del Consiglio, infatti, pare sia stata anche la precedente esperienza con il Museo egizio di Torino, trasformato un Fondazione con risultati però non soddisfacenti. Ed infatti, per ottenere il giudizio positivo, è stato necessario modificare per ben tre volte le impostazioni della Fondazione. E lo scoglio, l'ultimo, è stato finalmente superato. «Il parere del Consiglio non era vincolante ma certo ha il suo peso sulle decisioni del governo» spiega l'assessore alla Cultura Roberto Antonaz. Adesso, finalmente, le cose possono muoversi. Ora ci sarà la stesura dell'atto costitutivo, con la scrittura notarile. L'atto dovrà essere approvato dalla Regione (che in pratica lo riapproverà, avendo già dato il suo parere favorevole), dal Commissario della provincia di Udine e dal Consiglio Comunale di Aquileia, ovvero gli enti costituenti della Fondazione. Una volta ottenuto il via libera, ci sarà la firma ultima Rutelli-Illy. I tempi? «Pensiamo che entro gennaio si possa fare spiega Antonaz anche perché in questo modo, finalmente, la Fondazione avrà la possibilità di adoperare i due milioni di euro che sono stati messi a bilancio per il 2008». Secondo le intenzioni della Regione, la Fondazione dovrà sbloccare la situazione di stallo e difficoltà in cui si trova il sito archeologico. «Aquileia è, potenzialmente, il secondo sito più importante d'Italia dopo Pompei spiega Antonaz con 400mila visitatori all'anno, secondo i dati forniti dal Comune. Immaginiamo dunque cosa si potrebbe fare dando il giusto sviluppo a questa zona». Ecco quindi quali potrebbero essere le fasi seguenti alla creazione della Fondazione. «Prima di tutto, si dovrà mettere in sicurezza quanto finora è stato fatto spiega ancora l'assessore poi, si dovrà recuperare ciò che negli anni scorsi è stato scavato e poi ricoperto perché non c'erano mezzi per renderlo fruibile. Infine, ma solo in una terza fase, si potrà dare il via ad un piano di scavo». Da qui a qualche anno, quindi, secondo le intenzioni della Regione, Aquileia potrebbe andare ad occupare il posto che le spetta tra i più importanti siti archeologici del mondo. «Non dimentichiamo che assieme alle rovine romane, c'è tutto il patrimonio della Basilica e del Patriarcato continua Antonaz che fa di questo sito un'attrazione straordinaria». Tutto questo, naturalmente, specifica, tenendo conto che Aquileia, a differenza di altre aree archeologiche, è un sito interno alla città. La programmazione delle opere e dei lavori, quindi, dovrà tenere conto delle decisioni del Comune e, naturalmente, delle necessità dei suoi cittadini.