Il Museo riaprirà per la Notte Bianca del 2008. Tra le novità la rotazione della collezione permanente -------------------------------------------------------------------------------- Tutto impalcature e vetri: non ancora nuovo, non più "vecchio". Si presenta così il Macro di via Reggio Emilia: con le Sale Panorama del primo piano (dedicate ai giovani artisti) che espongono le opere delliraniana Avish Khebrehzadeh e con le Sale Macro del secondo piano (dedicate ad artisti affermati) di Giuseppe Gallo. E nel mezzo, transitando da unala a unaltra, i vetri e le impalcature, appunto. Procedono infatti a ritmo sostenuto i lavori che vedranno ultimati i nuovi spazi per la Notte Bianca del 2008. Dopo le battute darresto dovute a ritrovamenti archeologici, ecco che si inizia a intravedere il traguardo di questo spazio, già pluripremiato, ideato dallarchitetto francese Odile Decq, unaltra donna che, insieme a Zaha Hadid con il Maxxi, sta creando tra le più importanti architetture romane di questo inizio XXI secolo. Diecimila metri quadrati che per quella notte di settembre e fino ad almeno metà ottobre si offriranno ai visitatori in tutta la loro nuda bellezza. Vale a dire senza allestimenti. «Semplicemente vuote». Lo spiega il direttore del Macro Danilo Eccher argomentando che «è giusto, per chi lha ideata, per chi ci ha lavorato, che anche unarchitettura sia messa, per così dire, in mostra. E che venga ammirata, semplicemente, per quello che è». Un po come il Palazzo delle Esposizioni nella Notte Bianca 2007? «Sì, ma con la differenza che questo progetto è sulle riviste di architettura internazionali da anni». Poi, dopo un mese e mezzo, e quindi a metà ottobre, ci sarà la prima mostra del nuovo Macro: «Una grande esposizione tematica che partirà dallinizio del Novecento per arrivare alloggi con uno sguardo particolare al contemporaneo». Su quante opere e sul tema, Eccher non si sbottona. Intanto Macro continuerà con il suo calendario che però «rispetto agli anni passati, sarà decisamente contenuto con, per esempio, a febbraio lartista israeliano Nahum Tevet. Tra le novità del nuovo Macro lesposizione a rotazione delle 4.000 opere della collezione permanente. «Cosa mi aspetta da Macro?» conclude Eccher. «Intanto di consolidarne il prestigio internazionale. E poi spero che per il romano diventi sempre di più un motivo di orgoglio». Orgoglio Macro.