L'architetto Gianni Bulian, soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici per le province di Siena e Grosseto che si vede portar via la Maremma, è molto arrabbiato. Usa parole caute, ma già il suo parlare a raffica lo tradisce. «Non voglio entrare in polemica - esordisce - ma solo fare semplici valutazioni oggettive, in attesa di avere elementi più certi. Dal punto di vista storico e culturale - dice - la nostra Soprintendenza, dal momento della sua costituzione, attorno al 1908, ha sempre compreso i territori delle province di Siena e di Grosseto. Le ragioni? Sono molto evidenti sia dal punto di vista aministrativo, storico, geografico e politico. È questo che fa nascere tanti interrogativi». Ossia? «La Maremma è stata strettamente collegata alla Repubblica di Siena, dal punto di vista culturale e storico, sin dal 1300. E poi c'è la pianificazione territoriale. All'inizio dell'anno si è fatto un accordo di co-pianifucazione tra il ministero dei beni culturali e la Regione Toscana che serviva proprio ad avere un più stretto legame tra il governo centrale e la tutela assegnata al ministero dei Beni e attività culturali. La qualità diffusa sul territorio è ciò che conta veramente». In Toscana esiste? «Si può dire che in altre regioni si sta peggio. In Toscana la cultura del paesaggio c'è da tempo. Certo, si vedono delle smagliature dovute a forti pressioni speculative ed a strumenti urbanistici che debbono essere messi a punto. Non per niente la co-pianificazione ha visto la collaborazione delle Soprintendenze e di quella di Siena e Grosseto, in particolare, sui piani strutturali e le nuove regole del Pit». «Le Soprintendenze poi - spiega - sono sottodimensionate salvo alcuni casi; noi abbiamo 6 architetti, ne servirebbero almeno 11. Inoltre sono aumentati i compiti, di pari passo all'aumento dell'attenzione di tutti nei confronti del paesaggio e dei Beni culturali. E, poi, perché Grosseto e Livorno insieme? Devo capire meglio; quello che vedo al momento è che non vi sono attinenze così dirette come tra Siena e Grosseto. Mi chiedo poi come verrà fatta questa nuova Soprintendenza: se si utilizza il personale che fa parte della Soprintendenza di Siena rispetto ai 6 che siamo, diventiamo 4, 3? E le sedi che vanno trovate? E il personale amministrativo?». Ma il legame con Livorno - azzardiamo - potrebbe essere utile allo sviluppo dei porti e, forse, all'autostrada? «Sì, può darsi. Ma una cosa mi sembra certa: se la riorganizzazione sarà così pesante, visto che i tempi per il Pit sono maledettamente stretti, visto che si parla di autostrada in un territorio delicatissimo, e visto che un periodo di assestamento è fisiologico, la preoccupazione mi pare legittima». (b.z.)
TOSCANA - Parla il Soprintendente Separare Grosseto da Siena, che errore
L'architetto Gianni Bulian, soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici per le province di Siena e Grosseto, è arrabbiato per la decisione di portar via la Maremma. Egli sostiene che la Soprintendenza ha sempre compreso i territori delle province di Siena e Grosseto, sia dal punto di vista storico e culturale che amministrativo. La Maremma è stata strettamente collegata alla Repubblica di Siena dal 1300 e la pianificazione territoriale ha visto la collaborazione delle Soprintendenze. Bulian sostiene che le Soprintendenze sono sottodimensionate e che ci sono aumentati i compiti, ma non capisce bene il motivo per cui Grosseto e Livorno vengono uniti.
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