«Una sovrintendenza, un ufficio del ministero o un'associazione avrebbe mai potuto far partecipare centinaia cittadini come hanno fatto qui su un progetto come questo?» Il presidente della Regione Toscana Claudio Martini si riferisce al progetto che la multinazionale tedesca Tui ha proposto al comune di Montaione, 3.600 abitanti a cavallo fra le province di Firenze e Pisa, per realizzare nell'antico borgo di Castelfalfi, abbandonato a se' stesso da qualche decennio, un insediamento turistico. Prima di decidere il comune ha messo in piedi un "dibattito pubblico". Cioè varie assemblee (anche via internet sul sito www.dp-castelfalfi.it) che si sono concluse con una riunione venerdì notte nel teatro cittadino davanti a più di 300 persone. Che al sindaco di Montaione Paola Rossetti hanno dato un sì condizionato. «È la dimostrazione - dice Martini - che tornare al controllo burocratico e centralizzato nel governo del territorio, estromettendo le comunità locali, sarebbe un clamoroso passo indietro». Martini lei considera quello di Montaione un modello ripetibile? «Sì, perché al di là del fatto che ha partecipato tante gente, ho trovato toni costruttivi e un legame vero fra cittadini e amministrazione». Aspetti rari? «Certo. Quando si parla di urbanistica spesso la discussione è fra pochi: sindaci, Regione, associazioni o comitati. E il confronto diventa isterico e tutto giocato sul circuito mediatico. Nel dibattito pubblico invece nessuno rinuncia alle sue opinioni, ma c'è più ascolto. È difficile che qualcuno possa alzarsi e dire "parlo a nome di tutti", perché sono tutti che parlano. E c'è l'impegno dell'amministrazione a ascoltare prima di decidere. È un modello. E infatti è previsto dalla nostra legge sulla partecipazione (c'è già il sì della giunta e martedì approda in consiglio regionale ndr). Su certe questioni è più indicato anche del referendum. Alcune scelte non le sciogli con un sì o con un no». Il "modello Montaione" verrà seguito anche per altri progetti? «Sì, ma ovviamente non sulle decisioni già prese. Nella nuova legge sulla partecipazione ci sono altri strumenti con tempi e regole precise. Si discute, ci si confronta, ma poi si decide». La Toscana ( finora unica Regione) prima ha fatto la legge sulle primarie, ora farà sue norme sulla partecipazione. Ma questo "modello Montaione" può essere un antidoto all'antipolitica? «Lo spero, soprattutto se farà scalpore sui media almeno quanto le prese di posizione sulla Toscana di qualche nome noto, Però da solo non basta. Serve un salto di qualità della politica. Vedo troppe cadute di stile, sprechi e ostentazioni. E questo provoca un clima astioso, meramente distruttivo che nasconde anche limiti della stessa società civile. La cattiva società, fatta di corporativismi e egoismi,e trova un suo alibi nella cattiva politica».