Roma. Fondazione non fa rima con arte. Ma è certo che, insieme, formano un binomio perfetto. Le Fondazioni bancarie hanno infatti una vera e propria passione per larte e la cultura. E lo dimostrano riservando a questa categoria quasi un terzo di tutte le loro erogazioni annuali, per la precisione il 30,7 nel 2006 (in leggero aumento rispetto al valore che aveva nel 2005,30,6). Poiché lerogazione complessiva delle Fondazioni è stata di 1,594 miliardi di euro, ne consegue che la categoria "Arte, attività e beni culturali" ha ottenuto ben 488 milioni di euro. Di questi, la maggior parte sono finiti nella voce Conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e archeologici', che ha assorbito il 37,8 del totale. Al secondo posto Altre attività, che comprende voci difficilmente catalogabili (20,1 ). Al terzo Iniziative a sostegno di produzioni artistiche' (18,6). Al quarto Attività museali (16,5). Da ultimo, Biblioteche e archivi e Editoria e altri mezzi. Larte non rappresenta però, per le Fondazioni, soltanto un veicolo per erogare benefici alle collettività locali in cui le stesse sono impiantate, ma in prospettiva anche qualcosa di più: un modo per investire il proprio patrimonio (per legge le Fondazioni devono incrementarlo anno dopo anno). Fa da battistrada in questa direzione la decisione della Fondazione Cassa di risparmio di Sicilia di assumere una partecipazione del30 in una società privata, Civita Sicilia (del gruppo Civita di cui è presidente Gianfranco Imperatori), insieme al Banco di Sicilia (gruppo Unicredit), che ha un ulteriore 19. La società è nata con il fine di valorizzare le risorse museali dellisola. Ma, poiché è unimpresa privata, si propone anche di fare utili. Che transiteranno, per la quota parte di sua competenza, anche nelle casse della Fondazione. Un modo intelligente per unire larte con il business.