Abbiamo finito di polemizzare con Fazzi nel giugno 2006, quando gli abbiamo dato una convinta sfiducia, anche e soprattutto (oltre che per il problema dell'ospedale a S. Filippo) per la politica urbanistica, sua e della maggioranza che l'ha sostenuto. Non abbiamo alcuna voglia, oggi, di disputare con lui, che pur si mette a dare lezioni a tutti, accusando addirittura l'attuale "dirigenza politica" di aver fatto crescere e consolidare, nel disordine, i quartieri periferici della città. La dirigenza politica, che Fazzi contesta, quando ha conquistato, alla fine degli anni Settanta, la guida della città, con i Favilla, i Fanucchi, i Baccelli, ha espresso una politica urbanistica di alta qualità e impegno, a cui si deve la difesa integrale del centro storico, delle zone collinari e agricole, della realtà dei molti paesi del territorio, del riordino delle periferie. Perfino di una viabilità di serie A (asse nord-sud e complanare, strade protette), se le inchieste della procura prima, i disegni faraonici, poi, del lotto zero, coltivati da Fazzi e dai suoi amici, non ci avessero destinato, se va bene, ad una viabilità di serie B. Quando abbiamo votato, convinti, la sfiducia a Fazzi, pensavamo (e continuiamo oggi a pensare) che la sua amministrazione, lasciata libera, irresponsabilmente, dalla Regione, con la legge regionale 51995, di fare quel che voleva (così come molte altre amministrazioni in Toscana), avesse dato vita, in accordo con Regione e Provincia, ad un Piano strutturale sovradimensionato, di 3.000.000 di mq, il 23 in più delle dimensioni assunte dalla città e dal territorio dal tempo dei romani. E che avesse dato vita ad un regolamento urbanistico che permetteva di fare di tutto e di più, aumentando con scomputi infiniti le quantità stesse del Piano strutturale. Aprendo spazi immensi alla speculazione delle cordate, senza volto e senza radicamento sociale, che, così, hanno messo le mani sulla città, con interventi massicci e di grande impatto ambientale (vedi Piani norma). Il regolamento urbanistico, che ha già causato profonde devastazioni, costituisce, con le sue enormi ulteriori potenzialità, una bomba ad orologeria; se non corretto, stravolgerà definitivamente il nostro territorio. Fazzi si difende goffamente, come nel caso delle serre, di cui qualche suo sodale, furbescamente, aveva fatto incetta, prima dell'approvazione del regolamento urbanistico. C'era il sospetto che la norma, per la loro cementificazione, fosse stata inserita da qualcuno consapevole di favorire un interesse privato; Fazzi, che è un uomo d'onore, chiarisce invece che una tale norma era contestata da lui stesso, che ci aveva addirittura preceduto nel richiedere, sollecitamente, al commissario la sua cancellazione. Fazzi, insomma, ragiona ancora come tanti uomini di potere, che ritengono, con le loro ultime esternazioni, di poter cancellare le loro precedenti responsabilità e riscrivere a piacimento la loro storia. Poiché non ha più un potere, che gli elettori gli hanno responsabilmente negato, le sue parole suonano oggi vane e vuote e sono parole di un uomo che non ha ancora fatto i conti con se stesso. Piero Angelini (Governare Lucca)