Ricorso al Tar dei residenti di via De Amicis: no ai nuovi palazzi -------------------------------------------------------------------------------- È battaglia contro il complesso "Le residenze dellanfiteatro" che sta per sorgere in via De Amicis. Gli inquilini di due palazzi hanno depositato un ricorso al Tar contro il Comune e la Sovrintendenza sostenendo che non sono state rispettate alcune normative sulle distanze minime tra gli edifici. «Sorgeranno palazzi fino a nove piani, non avremo luce e saranno nascosti edifici storici». Il consiglio di zona di Isola-Garibaldi, intanto, vota un progetto di parco alternativo a quello del Comune. due palazzi contro tre palazzi. Il confronto avviene nel cuore della Milano antica, tra Conca del Naviglio e via De Amicis, dove la città è cresciuta sopra le vestigia della Mediolanum romana e dove ora i residenti temono che altro cemento sottragga loro un pezzetto di cielo e un po del fascino del quartiere. Ventisei inquilini di due stabili hanno presentato sabato un ricorso al Tar contro il Comune. La contestazione riguarda il verbale della conferenza di servizi e una delibera di approvazione di una variante al Pir (piano integrato di recupero) che stanno consentendo alla società immobiliare Lagare Spa la realizzazione di tre palazzi di sette, otto e nove piani. «Un pugno nellocchio, un impatto ambientale micidiale a ridosso del parco archeologico dellanfiteatro romano - tuona Giuseppe Narcisi, primo firmatario del ricorso - e tutto si concentra in unarea ristretta che è stata già deturpata da altre brutture architettoniche». I nuovi immobili, destinati a ospitare appartamenti e uffici, avranno lantisonante nome di "residenze dellanfiteatro" e sorgeranno nellarea per anni occupata dalla Ca doro, azienda che produce e disegna mobili. Secondo Narcisi, farebbero ombra anche a un vecchio ex convento ristrutturato dopo essere stato a lungo sede del circolo socialista De Amicis e al cui interno cè un chiostro con un porticato del XV secolo. A molti residenti, inoltre, sarebbe negata la visuale sullarena romana e su Santa Maria della Vittoria, oggi chiesa ortodossa, considerata monumento nazionale. Mercoledì il tribunale amministrativo regionale si pronuncerà sullazione legale presentata dai residenti dei due palazzi - assistiti dallavvocato Claudio Linzola - rivolta contro il Comune ma anche contro la Sovrintendenza archeologica della Lombardia che non avrebbe, a parer loro, tutelato abbastanza larea, consentendo la realizzazione di parcheggi interrati profondi più di 15 metri. «Il problema, inoltre, è la distanza troppo ravvicinata dei palazzi tra loro e con i nostri - sostiene lingegner Angelo Selis, uno dei firmatari del ricorso - non si è tenuto conto di una legge che prescrive il rispetto di determinate misure». Già in passato i proprietari degli appartamenti avevano inoltrato su questo punto una diffida al comune. «Da un giorno allaltro ci viene negata la luce», dice invece Narcisi. I comitati contro il cemento stanno aprendo fronti un po ovunque. In unaltra zona della città, per esempio, sullarea Garibaldi-Repubblica-Isola-Varesine, oggi il consiglio di zona (a maggioranza di centrosinistra) vota il progetto di "parco possibile", alternativo a quello presentato dal Comune, dopo i sette ricorsi al Tar presentati dai residenti, uno dei quali è stato accolto ed è in discussione davanti al consiglio di Stato. Se i ricorsi venissero approvati le volumetrie sarebbero fortemente ridotte ed i lavori avviati subirebbero uno stop.