Nel piano delle opere pubbliche la previsione di spesa è di 700 mila euro Si fa strada il progetto di valorizzare la struttura funeraria megalitica ma gli studiosi restano divisi Che fare della necropoli di Arano? Opinioni a confronto, mentre si fa strada il progetto di museo per conservare l'importante struttura funeraria megalitica. Gli studiosi concordano sull'eccezionalità dei ritrovamenti archeologici di Cellore: la settantina di sepolture dell'antica età del Bronzo, le tracce di un villaggio abitato, una grande struttura sepolcrale triangolare di epoca anteriore, probabilmente dell'età del Rame. Ma su come intervenire per rendere fruibile a tutti questo tesoro, le opinioni si dividono. Se ne è avuto un saggio nell'incontro organizzato da Cellarius, la neonata associazione che ha preso le mosse dal comitato per la salvaguardia della necropoli: è servito molto a fare il punto sui risultati dei lavori conclusi, ben illustrati dal direttore archeologo Luciano Salzani; a battere cassa perché servirà molto denaro per realizzare qualsiasi progetto; ma è servito a poco per uscire con delle idee chiare su cosa fare. Eppure i tempi stringono, perché il 31 gennaio chiudono i bandi regionali per l'assegnazione di fondi da destinare a progetti culturali. «Occorre avere le idee chiare sul progetto da presentare, ma non è detto che debbano sentirsi estranee le imprese locali che possono diventare sponsor», anticipa l'assessore regionale Stefano Valdegamberi, che ha garantito il suo interessamento per un sopralluogo dei tecnici regionali sul posto. «Ci sono anche 480 milioni di euro di provenienza comunitaria che la Regione può spendere per la cultura», ricorda l'archeologa dell'università di Siena, Laura Longo, «destinati a finanziare strutture, ma anche studi e ricerche. Si possono utilizzare anche per la formazione continua degli insegnanti e questo potrebbe diventare luogo ideale per un'idea del genere». Era quello che aveva anticipato Renato Fasolo, archeologo sperimentale lamentando la «mancanza di mediazione culturale, perché spesso non c'è idea di cosa possa essere stato il nostro passato. Servono strumenti e formazione per avvicinare il pubblico a tutto questo, definito da ispettori della Soprintendenza "luogo di importanza archeologica europea". Perciò suggerisco all'associazione Cellarius di creare qui una struttura permanente di ricerca, ad esempio sugli usi funerari del passato, collegandola a siti coevi d'Europa e creando un itinerario di valle sul tema». Diversa la posizione di un altro archeologo sperimentale, Giorgio Chelidonio, già espressa sul periodico Illasi allo specchio: «La necropoli di Arano dovrebbe diventare primo snodo di rete per un ecomuseo di valle, con itinerari che includano altri siti significativi, dal castello al medioevale oratorio di San Rocco, alle peculiarità del paesaggio antropico, con lo scopo di ricontestualizzare i reperti nei loro ambienti originari». Più che una vetrina anonima di cimeli, un museo all'aperto quindi, che permetta una fruizione decentrata, senza ammassare i visitatori e produca nuove economie culturali diffuse. Il sindaco Giuseppe Trabucchi annuncia che nel piano delle opere pubbliche 2007-08 è già inserita la previsione di spesa di 700 mila euro: «Non basteranno i prossimi bandi regionali di gennaio, ma servirà un contributo specifico per questo intervento e dobbiamo muoverci presto per fare in modo che il progetto su quell'area sia già definito nel momento in cui i lottizzanti delle aree confinati cominceranno i lavori per le opere di urbanizzazione, per evitare sovrapposizioni», avverte. Tra il pubblico c'è che si interroga su quanto costerà questa impresa e se valga la pena ipotecare il futuro con un impegno finanziario così alto. «Non è uno spreco di denaro ma un investimento su un valore che va salvaguardato», ribadiscono sia il sindaco sia Valdegamberi.