LUniversità sta facendo una ricognizione dei siti pugliesi da tutelare per colture e monumenti -------------------------------------------------------------------------------- Rodi Garganico. Agrumeti, da oltre due secoli, punteggiano di arancio e verde il paesaggio che scende al mare, tra lecci frangivento e zagare, case rurali, edicole votive e sistemi di irrigazione in pietra. Una piccola oasi che appaga i sensi, nostri e dei turisti, e che rischia di andare perduta. Quello di Rodi è solo uno tra centinaia di contesti affini che fanno della Puglia una regione straordinaria ma non straordinariamente preservata. Per questo motivo Pasquale Dal Sasso, ordinario di Analisi e pianificazione del territorio dellUniversità, nellambito di un progetto Interreg con la Grecia coordinato presto anche con il Politecnico di Bari, sta realizzando una mappatura dei siti rurali storici della nostra regione ovvero aree che contengano sia colture secolari a rischio di estinzione che beni culturali tradizionali e della civiltà contadina. Come ricordato in un seminario che ha coinvolto vari esperti e docenti universitari, da Giorgio Otranto a Dino Borri, una prima parte riguardante il Foggiano è già stata monitorata. Ora si procederà con la zona di Bari ed entro luglio del 2008 sarà pronto il prototipo di una mappa fruibile da tutti per lestate dellanno dopo, grazie a supporti tecnologicamente avanzati. «Saranno approntate delle schede per percorsi turistici informatizzati per navigatori e telefonini palmari dotati di Gps che gli uffici del turismo potranno avere a disposizione per i visitatori. A seconda del tema prescelto, guideranno chi vuol conoscere la nostra regione fornendo nuovi itinerari lì dove si trova in quel momento». La mappatura procede con fotorilevazioni e seguendo parametri di importanza dei vari siti stabiliti dalla convezione europea sul paesaggio. Così sono a disposizione, oltre alle tradizionali piante, anche il censimento e la catalogazione delle masserie, dei tratturi, dei siti monumentali classicamente intesi, con corredo fotografico, nomi, date. «Non dobbiamo dimenticare che la Puglia, soprattutto negli ultimi tempi aggiunge Dal Sasso - si orienta più verso un turismo culturale, collegato alle caratteristiche di alcuni siti e al paesaggio rurale, caratterizzato dal felice rapporto tra colture, muretti a secco, edicole votive, costruzioni agricole che spesso sono veri e propri monumenti». A sancirlo, del resto, è anche il piano paesistico regionale che ha inserito nei beni da tutelare anche quelli "diffusi". Un passo avanti reso possibile dalla convenzione sul paesaggio ratificata a Firenze nel 2001 che stabilisce che possono essere considerati beni culturali anche i paesaggi rurali nel loro insieme, conseguentemente sottoponibili a vincolo (come accaduto recentemente con i nostri ulivi secolari). «Il contesto è fondamentale per percepire un paesaggio. Alcune masserie pugliesi sono bellissime ma spesso si rivelano solo involucri senza la loro anima originaria. Il caso degli agrumeti di Rodi è emblematico. La coltura tipica, vecchia di duecento anni e il cui prodotto tipico era esportato anche negli Stati Uniti e nellEuropa dellEst, fa paesaggio ed è quindi un attrattore turistico che non può andare perduto». E lo stesso discorso vale per i carrubi e i vigneti autoctoni della Valle dItria. Nel Barese le colture a rischio estinzione sono i mandorleti e i frutteti, la cui scomparsa coinvolge sia lautoalimentazione che la biodiversità. «Oltre a creare paesaggio caratterizzante. Non dimentichiamo che luliveto calabrese è completamente diverso da quello pugliese». Pertanto, una Puglia così morfologicamente differente si stende nelle mappe degli studiosi. Dalle piane del Tavoliere a indirizzo cerealicolo e vitivinicolo alla Murgia dedita al pascolo, dalla zona di Taranto e Ginosa coltivate ad agrumi al Salento, trapunto di ulivi e vigne. Ma la mappa della Puglia rurale passa anche attraverso mete del turismo religioso come il santuario di san Pio, quello di san Michele Arcangelo e di san Nicola di Bari; siti archeologici come Canne della Battaglia o Mottola; siti ambientali come le riserve di Torre Guaceto o Le Cesine e i parchi nazionali del Gargano e della Murgia. E, più recentemente, dalle numerose masserie che sempre più la connotano soprattutto agli occhi dei turisti stranieri.
PUGLIA - Agrumeti, santuari e masserie i tesori rurali sulle mappe Gps
L'Università sta conducendo una ricognizione dei siti pugliesi da tutelare per colture e monumenti. Il progetto, coordinato con la Grecia, mira a mappare i siti rurali storici della regione, inclusi colture secolari a rischio di estinzione e beni culturali tradizionali. La mappatura procede con fotorilevazioni e seguendo parametri di importanza stabiliti dalla convenzione europea sul paesaggio. I siti da tutelare includono agrumeti, masserie, tratturi, siti monumentali e paesaggi rurali caratterizzati da colture, muretti a secco e edicole votive. La Puglia si orienta verso un turismo culturale, collegato alle caratteristiche di alcuni siti e al paesaggio rurale.
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