Si è concluso, a Cagliari, il convegno di due giorni della Borsa dei Beni culturali e del turismo sostenibile, giunta quest'anno alla sua seconda edizione. Promossa dall'assessorato regionale al Turismo, artigianato e commercio, sotto il patrocinio del ministero per i Beni e le attività culturali e dall'Esit, l'iniziativa ha lo scopo di creare un punto d'incontro reale tra il mondo della cultura, dell'arte e quello dell'economia. Oltre al coinvolgimento degli operatori culturali e economici dell' isola, a confronto rappresentanti delle istituzioni, della cultura, dell'imprenditoria e della finanza italiana. Al centro del dibattito, la nuova normativa dei beni culturali, detta Codice Urbani, e le ricadute sull'intervento dei privati nelle valorizzazioni e nella gestione dei beni artistici. Secondo il sottosegretario del ministero dei Beni culturali Nicola Bono, il timore della vendita dei grandi beni culturali ai privati sparisce davanti a meccanismi che consentono alle Soprintendenze di svolgere un'azione di verifica. Mentre per Roberto Grossi, segretario generale Federculture, il settore pubblico si deve interessare della programmazione del bene, con la gestione affidata ai privati. Massimo Ponzellini, amministratore delegato del Patrimonio dello Stato spa, invece, ha messo l'accento sull'importanza della solidità finanziaria del privato più che la somma dell'offerta. Il dibattito si è incentrato anche sugli incentivi fiscali. Infatti, mentre in Italia vi è la deducibilità del 19 sulle donazioni effettuate dai privati fino a un determinato limite, negli Stati Uniti la deduzione dall'imponibile arriva al 100 fino a un massimo del 50 dell'imposta. In Europa, invece, situazione intermedia, con la Francia paese apripista.
Sardegna, cultura "in vendita"
Il convegno di due giorni della Borsa dei Beni culturali e del turismo sostenibile si è concluso a Cagliari. L'iniziativa, promossa dall'assessorato regionale al Turismo, artigianato e commercio, ha coinvolto operatori culturali, economici, istituzioni, cultura, imprenditoria e finanza italiana. Il dibattito si è concentrato sulla nuova normativa dei beni culturali, detta Codice Urbani, e le sue ricadute sull'intervento dei privati. Secondo il sottosegretario del ministero dei Beni culturali, il timore della vendita dei grandi beni culturali ai privati sparisce con meccanismi che consentono alle Soprintendenze di svolgere un'azione di verifica.
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