Il direttore del centro del patrimonio mondiale archivia la segnalazione. Anche Rutelli dice: via libera Bocciata la richiesta di Razzanelli: "E sproporzionata" LUnesco dice di sì alla tramvia. «Non interverremo», annuncia il direttore del Centro del patrimonio mondiale Unesco Francesco Bandarin. Lesatto opposto di quanto chiesto dal promotore del referendum sulla tramvia Mario Razzanelli, che con una segnalazione firmata da 50 vip ha chiesto allUnesco di intervenire contro il passaggio dei binari dal Duomo. E sotto gli affreschi del Vasari a Palazzo Vecchio, mentre la conferenza nazionale dei siti iscritti nella lista del patrimonio mondiale è ancora in corso, Bandarin ricorda che anche i centri storici di Bordeaux e Siviglia, catalogati patrimonio Unesco, hanno ormai la tramvia. «E una polemica un po pompata, gli scontenti vanno sentiti ma adesso chi ci passa dal Duomo? Tra tram e bus non ho dubbi, il tram non inquina», dice anche il direttore del Centro mondiale Unesco. «Certo, sarebbe meglio non avere niente in centro, ma la pedonalizzazione integrale non ha mai avuto gran successo, la gente vuole arrivare in centro. E la segnalazione per il passaggio dal Duomo è fuori misura, sproporzionata», aggiunge pure Bandarin tradendo un lieve accento veneziano. Il capogruppo dellUdc Razzanelli, che proprio ieri ha incassato il sì ufficiale di Palazzo Vecchio alle 15mila firme presentate (ne bastavano 10mila) per il referendum sulla linea 2 che passerà dal centro storico (fino ad oggi ufficialmente era stato accettato solo quello per la linea 3 per Careggi), incontra Bandarin a quattrocchi a fine mattinata. E si dichiara anche soddisfatto: «Mi ha assicurato che continuerà a monitorare la questione della tramvia a Firenze». Ma anche il vicepremier e ministro dei beni culturali Francesco Rutelli si spende per la tramvia di Firenze. Solo 5-6 esponenti dei Comitati lo accolgono sotto Palazzo Vecchio gridando slogan contro la tramvia. E nel suo intervento alla conferenza dellUnesco nel salone dei Cinquecento, parla di «mobilità non inquinante» che, se progettata bene, porta grandi vantaggi: «Non possiamo tornare alle carrozze». Rutelli racconta quindi della tramvia di Largo Argentina a Roma: «Anche noi abbiamo avuto un sacco di trambusto al momento di fare i lavori - dice Rutelli rievocando i suoi sette anni da sindaco della capitale - ma se oggi provassimo a dire ai residenti che la togliamo per riportarci i bus avremmo la sommossa». Un «avanti tutta» per il sindaco Leonardo Domenici che gli siede accanto. Solo nel pomeriggio si saprà che un emendamento alla Finanziaria approvato in commissione e caldeggiato dal deputato fiorentino del Pd Michele Ventura stanzia altri 10 milioni per il progetto della tramvia fiorentina. Sono i primi finanziamenti che arrivano non sulle 3 linee ma sul prolungamento verso Rovezzano. Soldi che in città arriveranno nel corso del 2009, fa sapere Ventura. Più o meno in contemporanea con lordine del giorno presentato da Guglielmo Picchi di Forza Italia, che chiede al governo una «moratoria» sulla tramvia di Firenze che passa dal Duomo. «Governare e programmare il cambiamento delle nostre città è essenziale», ribadisce il sindaco durante il suo intervento. E anche le politiche devono tenere conto dei processi di cambiamenti in atto, abbandonando modelli stereotipati: il centro ha una forte densità abitativa e 10 milioni di turisti ogni anno, ricorda Domenici, senza contare quelli che hanno il domicilio senza essere iscritti allanagrafe del Comune. Tanto che lassessore al turismo Silvano Gori lancia una proposta: «E necessario imporre con una specifica norma, sin dalle scuole elementari, linsegnamento della conoscenza della storia dellarte e del nostro patrimonio culturale».