Affollata assemblea a Montaione. Conti: ok attrarre gli investitori MONTAIONE. Un'alleanza di giganti istituzionali ha dato il lasciapassare al progetto per la riconversione di un borgo medioevale, Castelfalfi, in un resort di lusso con hotel, centro benessere, un villaggio e quattro nuovi agglomerati con appartamenti. Nel teatro di Montaione l'altra sera sono accorsi assessori di ogni livello istituzionale con in testa il presidente della Regione Claudio Martini per benedire il progetto della multinazionale tedesca Tui. L'unica persona a mettere paletti precisi al disegno del grande villaggio turistico è stata il sindaco Paola Rossetti che ha parlato di un ridimensionamento consistente delle volumetrie presentate da Tui e già all'attenzione dell'amministrazione comunale. Grande la partecipazione popolare, con oltre duemila persone in teatro. E sul sito internet, creato sull'argomento, ci sono state oltre 2100 visite. I montaionesi sono rimasti affascinati dalle potenzialità offerte da Tui. Ma ci sono state criticità rimarcate rispetto alle volumetrie e alla qualità dell'intervento architettonico. Ora si dovrà vedere se gli spunti emersi dalla macchina di condivisione messa in campo dal Comune con l'aiuto del garante della comunicazione, il professore Massimo Morisi, serviranno ad indirizzare le scelte dell'ente. Cioè quanto i vari contributi di 9 assemblee e del sito (www.dp-castelfalfi.it) saranno presi in considerazione. Gli ambientalisti ieri insieme a professori universitari e a Carlo Ripa di Meana, presidente del comitato nazionale per il paesaggio, hanno lanciato un ultimo appello: «Per noi la soglia delle volumetrie esistenti, pari a 220mila metri cubi - spiegano - non è superabile». Tui vuole aggiungere altri 140mila metri cubi, tra volumetrie concesse dal piano strutturale di Montaione e dalla trasformazione di immobili agricoli da decenni in disuso. Per arrivare ad un totale di 15mila presenze all'anno e 1500 posti letto. «Non sono possibili ampliamenti - spiegano gli ambientalisti - si tratta di essere coerenti con il Pit, il piano di indirizzo territoriale della regione, in cui si vietano interventi che non siano restauro e risanamento conservativo». In questa ottica agli ambientalisti non è dispiaciuto il discorso del sindaco Rossetti. «Abbiamo bisogno di far crescere la nostra offerta turistica - ha spiegato il sindaco - Tui ci dà questa possibilità e non dobbiamo avere paura di dialogare con la multinazionale perché abbiamo gli strumenti normativi adatti a farlo». Il sindaco ha detto però «che ci vuole un consistente ridimensionamento delle volumetrie, è necessario acquisire un parere proprio sulle risorse idriche, da comparare con quello di Tui, e uno per il sistema energetico. Si deve poi rivedere e potenziare il piano per l'agricoltura e avere una strategia industriale precisa». Tutto questo sarà deciso a breve dal consiglio comunale che dovrà deliberare le linee di indirizzo del progetto. Plauso, con poche riserve, da parte dell'assessore all'urbanistica della provincia di Firenze Luigi Nigi come da parte del sindaco di Montelupo Rossana Mori. Sullo stesso tenore è stato l'intervento dell'assessore regionale Riccardo Conti. Il suo motto è stato "tutela e dinamismo". «In questo caso non c'è un leone che vuole la preda - ha detto - c'è la regione che vuole attrarre gli investitori e non si deve arroccare sul metro cubo più o meno se il disegno globale convince ed è di qualità. In ogni caso progetti come questi non dovranno mai essere affari immobiliari». Nella assemblea è stata ribadita la difesa delle competenze urbanistiche dei Comuni. «Il concetto - ha detto il presidente Martini in polemica con Alberto Asor Rosa, animatore della rete dei comitati a difesa del territorio - di passare queste competenze a un centro nazionale è un drammatico passo indietro. I Comuni possono avere la tentazione di prendere gli oneri urbanistici perché hanno risorse carenti ma devono avere la forza per gestire questa materia. Anche perché se il progetto di Castelfalfi fosse stato gestito dalla Sovrintendenza, per esempio, non si sarebbero potute fare assemblee pubbliche. Un progetto fatto bene a Montaione può aiutare tutta la Toscana», con l'obiettivo manifesto, ha spiegato Martini, «di diminuire la pressione della massa di visitatori nei centri più noti». Come dire tentare di decongestionare Firenze o Pisa e diminuire l'inquinamento da pullman. Ma che i turisti di Castelfalfi, sicuramente diversi dalle comitive mordi e fuggi delle città, siano in grado di ridurre la pressione sull'area fiorentina è un pensiero ingenuo o troppo schierato.