Ostacolano i mezzi dei vigili del fuoco: i carabinieri chiedono di spostare gli ambulanti Adesso lo dicono anche i carabinieri. Anzi, lo scrivono anche i carabinieri. Una lettera indirizzata al Comune di Roma per dire che bancarelle e camion-bar nella zona di via del Corso e strade limitrofe vanno ricollocate. Per questioni di sicurezza. Punto e basta. E stavolta c'è poco da promettere, poco da annunciare. C'è solo da correre ai ripari e fare quello che si deve fare. Quello che i cittadini denunciano da tempo e che Il Messaggero ha pubblicato. La svolta è arrivata in questi giorni. Quando sul tavolo del capo di Gabinetto del Comune di Roma, Maurizio Meschino, è arrivata una lettera a firma del comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Vittorio Tomasone. Oggetto: occupazione di sede stradale da parte di venditori ambulanti e richiesta di delocalizzazione dei banchi. «Segnalando la necessità di un rapido intervento - scrive Tomasone - trasmetto la lettera della compagnia dei carabinieri Roma centro». E cosa dice la lettera? Mette nero su bianco quello che vede chiunque passi per le strade del centro di Roma. L'invasione indiscriminata di bancarelle, chioschi e camion-bar agli angoli delle principali strade del centro storico. Situazioni incredibili sulle quali per troppo tempo si è lasciato correre. I carabinieri, a onor del vero, sono stati chiamati in causa dai vigili del fuoco. I pompieri di Roma, infatti, il 23 novembre hanno avuto il loro bel da fare per intervenire urgentemente in via Frattina dove al civico 87 si segnalava la caduta di pericolosi pezzi di intonaco dal palazzo. Già, l'autoscala dei vigili del fuoco non è riuscita ad entrare in via Frattina né da via del Corso, né da piazza di Spagna. II motivo? Le due mega-bancarelle che stazionano perennemente all'angolo che occupano così tanto spazio da impedire il transito al mezzo di soccorso. I pompieri hanno fatto i miracoli e alla fine sono riusciti almeno, a garantire un intervento-tampone. Ma poi hanno denunciato l'accaduto ai carabinieri. E i carabinieri non hanno perso tempo: a loro volta i militari della stazione di San Lorenzo in Lucina hanno effettuato un sopralluogo e hanno riscontrato che alle due estremità di via Frattina ci sono due chioschi di generi alimentari e di caldarroste «che effettivamente intralciano il transito straordinario dei veicoli di soccorso». E aggiungono: «Per quanto sopra si rende indispensabile procedere ad una rapida delocalizzazione dei due banchi». Ma gli uomini del colonnello Tomasone fanno di più: chiedono una sollecita verifica di analoghe situazioni che si riscontrano nella zona compresa tra via del Corso e piazza di Spagna-via del Babuino. Altro che l'assessore al Commercio, Gaetano Rizzo, e le sue infinite promesse. Altro che il direttore regionale del ministero dei Beni archeologici di Roma, Luciano Marchetti, il quale al termine del vertice del 12 novembre (oltre un mese fa) annunciò: «Tra quindici giorni predisporrò un decreto di vincolo per liberare le principali aree di pregio del centro storico dall'assedio del commercio ambulante. Nelle aree principali dovrà essere rimosso tutto. In altre le bancarelle andranno spostate. Si comincia da via del Corso». Il Gabinetto del sindaco si è dovuto rimboccare le maniche e fare quello che finora nessuno ha fatto o voluto fare. Ieri, oggi e domani i giorni previsti per fare il censimento richiesto dai carabinieri. E lunedì sarà predisposta l'ordinanza sindacale per la rimozione di tutte quelle bancarelle e chioschi che rischiano di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso. Un'ordinanza che sarà firmata e notificata subito dopo e che, è evidente, riguarderà la gran parte degli ambulanti. «Attualmente i gestori dei due chioschi di via Frattina si sono autosospesi per non intralciare i vigili del fuoco che devono completare l'intervento - spiega il vicecapo di Gabinetto, Luca Odevaine. Ma la settimana prossima emetteremo l'ordinanza che sospende tutte le attività a rischio. La ricollocazione verrà fatta in seguito, tutte insieme». Restano le solite domande. Possibile che per accorgersi del mancato rispetto delle norme debba sempre esserci un'emergenza sicurezza? Ma perché l'assessore capitolino al Commercio, Gaetano Rizzo, il presidente del I Municipio, Giuseppe Lobefaro, il soprintendente Luigi Marchetti e i vigili urbani continuano a scaricare le responsabilità uno sull'altro? Da fioraio a supermarket: multato chiosco a piazza Venezia Ufficialmente la licenza è per un fioraio. Nella realtà in quella bancarella in vicolo Doria che si affaccia sulla centralissima piazza Venezia si vendeva neanche un fiore. Ma tutt'altro. Gli ispettori annonari del Comune, che soltanto da un paio di settimane hanno ricevuto finalmente una direttiva scritta per effettuare verifiche sugli ambulanti del centro storico di Roma, sano intervenuti. Lo hanno fatto ieri mattina. La licenza è intestata ad Alfiere Tredicine (lo stesso che presiede l'associazione di via della Vite?). Ma in quel chiosco adesso c'è un cittadino bengalese che ha affittato l'azienda. Gli ispettori hanno passato al setaccio licenze, contratti, bolle di consegna della merce. E alla fine hanno sequestrato ben 2500 articoli e elevato una multa di oltre 5.000 euro. Per carità non è con le multe e le sanzioni che si può risolvere un problema che nel centro di Roma, e non solo, ha assunto dimensioni inaudite attirando, tra l'altro, gli abusivi totali che cercano di confondersi. Ma, una multa oggi, una multa domani forse si riuscirà a far rispettare le norme. Durante i loro controlli, inoltre, gli ispettori del Comune hanno scoperto altro: all'interno del chiosco c'erano lenzuola, coperte e un comodo cuscino. Insomma un. posto dove con ogni probabilità qualcuno passava la notte. Una situazione tutta da chiarire. E per questo gli ispettori annonari hanno deciso dì interessare anche l'ispettorato del lavoro. Via della Vite "privatizzata" il municipio chiede il parere ufficiale La giunta del Primo Municipio insiste con la pedonalizzazione di via della Vite che gli è stata caldeggiata dall'associazione dei commercianti e dei residenti presieduta da Alfiero Tredicine. Insiste nonostante il parere negativo del Comune di Roma a firma dell'architetto del VII dipartimento Claudio Belia. Insiste nonostante le proteste dei residenti del resto del Centro storico. Insiste nonostante sia sotto gli occhi di tutti che molti bar e ristoranti di via della Vite abbiano approfittato del "provvisorio" divieto di transito istituito dopo la ristrutturazione della strada per invaderla con chioschi, tavoli e gazebo senza alcuna licenza o facendo degli ampliamenti indiscriminati. Al Municipio, infatti, si è riunita e non ha fatto altro che chiedere un parere ufficiale all'assessore capitolino alla Mobilità Mauro Calamante. Una mossa per prendere tempo. Magari quello delle festività natalizia. Sarebbe stata cosa più logica evitare di chiudere una strada senza avere avuto ancora l'autorizzazione del Campidoglio che è l'unico a poter prendere la decisione. «E' una situazione che sottolinea la grande debolezza del Primo Municipio - commenta l'avvocato Vittorio Ripa di Meana presidente del neo Comitato per il centro storico di Roma - il quale, non riuscendo a resistere alla pressioni di ben noti proprietari di bar e ristoranti, si arroga un diritto che non gli spetta e cioè quello di chiudere una strada.
Il Messaggero
15 Dicembre 2007
Roma. Via Fratina, tolti i camionbar, bloccano i soccorsi
DA
Davide Desario
Il Messaggero
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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