Il nome è di fantasia ma calza a pennello. Già, perché i prestiti che la banca d'affari Dexia Crediop si appresta a lanciare, per prima, sul mercato nazionale si possono considerare come dei mutui Bella Italia. Serviranno infatti a finanziare gli enti locali che vorranno intervenire sul proprio patrimonio artistico e culturale, dalle zone archeologiche ai musei, alle biblioteche. Dexia-Crediop, secondo quanto risulta a MF, dovrebbe mettere a disposizione un plafond di circa 150 milioni di euro, grazie a un accordo (che potrebbe essere siglato oggi stesso) con la Banca per lo sviluppo del Consiglio d'Europa (Ceb). In pratica, Ceb dovrebbe erogare alla banca italo-francese guidata da Gerard Bayol un prestito finalizzato da utilizzare anche in più tranche (fino a quattro) per finanziare progetti di tutela e sviluppo presentati da enti locali e territoriali, a patto che questi ultimi vantino un patrimonio artistico e culturale «rilevante». L'intenzione è quella di coprire almeno il 50 del valore dell'intervento, erogando da un minimo di 1 milione di euro a un massimo di circa 15 milioni di euro. In coda per accedere ai mutui ci sarebbero già una decina di comuni medio-grandi, che dovranno comunque aspettare il 2004 per vedere i primi stanziamenti. Dexia, infatti, inizierà a girare i fondi agli enti locali entro 18 mesi dall'emissione di ogni tranche da parte della Ceb, e la prima dovrebbe arrivare entro fine anno. L'iniziativa si inquadra nella politica di sostegno allo sviluppo sostenibile inaugurata da Dexia per aggredire il mercato italiano, come quella, recente, che ha stanziato 123 milioni di euro a favore del Consorzio Venezia Nuova per la difesa dall'acqua alta nei centri abitati lagunari, ma anche per creare delle banchine attorno ai canali industriali di Porto Marghera e finanziare studi e sperimentazioni nell'ambito del sistema Mose.