Gagosian il più grande mercante d'arte Usa sbarca alla conquista dei collezionisti italiani Cronaca di un evento annunciato. Se ne parla da tantissimo tempo, tanto che sembrava non dovesse più accadere. Larry Gagosian, il celebre gallerista americano di origini armene, il principe dei mercanti, il migliore, ma anche «lo squalo» che è uno dei suoi tanti soprannomi, sbarca a Roma con armi e bagagli. Aprirà stasera, con una mostra di Cy Twombly. 750 metri quadri, una grande sala ovale lunga 23 metri, larga 13 per 6 metri di altezza in un edificio del 1921 al numero 16 di Via Francesco Crispi. Il progetto architettonico è stato realizzato da Caruso St. Johns Architects e da Firouz Galdo, che a Roma ha già dato prova della sua abilità «non invasiva» nello splendido riadattamento di Palazzo delle Esposizioni. L'unica dichiarazione del gallerista è la seguente: «Sono felice di aprire una galleria a Roma, da sempre fonte insostituibile per gli artisti. Ci auguriamo di diventare parte della vita culturale di questa città straordinaria». Non c'è altro. Se avanzi la richiesta di parlare con lui la risposta è sempre la stessa: «Neanche al New York Times». Ma Gagosian chi è? Uno che ha sempre giocato in serie A. Per dirne una, fino al 1996 è stato cotitolare di una galleria a Soho, New York e il «socio» era il leggendario Leo Castelli. Nel frattempo aveva già uno spazio tutto suo a Los Angeles. Oggi ha una costellazione di sette gallerie: tre nella Grande Mela, due a Londra, uno a Beverly Hills e, infine, la neonata romana, affidata alle cure della direttrice Pepi Marchetti Franchi, laurea a Roma e esperienza professionale presso la Fondazione Guggenheim. «Mi arrivano almeno due inviti la settimana di una galleria Gagosian - dice sornione il suo collega Massimo Minini di Brescia - Certo l'apertura di una galleria così pesante significa che la nostra è una realtà vitale e ne sono felice. Nello stesso tempo percepisco anche il pericolo di un modo di fare yankee. Lo vedo un po' come un buco nero, una forza gravitazionale che attrae quello che ha intorno. Ogni artista corteggiato da Gagosian lascerebbe qualsiasi situazione». Chi sono coloro già attratti in quest'orbita? Quelli da quotazioni strabilianti come Jeff Koons e Damien Hirst che si contendono lo scettro dell'artista più pagato nelle aste (in questo momento è ben stretto nelle mani di Koons, dopo che proprio Gagosian ha pagato il suo Hangingkeart oltre 23 milioni di dollari) accanto a giovani già lanciatissimi come Jenny Saville, Tracey Emin, Douglas Gordon e artisti storici come Alberto Giacometti e Roy Lichtenstein. «Io sono sempre ottimista quando qualcuno crede nel nostro paese» dice Patrizia Sandretto Re Rebaudengo che comunque non ha ancora comprato un'opera da lui. «Anche se - prosegue -ho molti lavori di artisti che fanno parte della sua scuderia. Ma io ho preso Damien Hirst o Douglas Gordon negli anni Novanta. Il mio divertimento è comprare i giovani, non quelli già affermati». Lo stesso entusiasmo della collezionista torinese lo rivela un artista romano come Marco Tirelli: «Posso dire solo: benvenuto. Quando una cosa crea immaginazione mette in moto energie e può solo essere utile». La scelta di Cy Twombly crea un vero legame con la città. È un grandissimo artista (nel 2001 è stato insignito del Leone d'oro alla 49 Biennale di Venezia, l'anno prossimo sarà celebrato con una personale alla Tate Gallery di Londra) che nella città eterna ha compiuto i primi passi. Qui, nel 1958, ha tenuto la sua prima personale, alla galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, presentata da Palma Bucarelli. Erano nati in quel momento i suoi scarabocchi, quei segni struggenti di vita che passa lasciando una traccia, la memoria di un gesto che nella sua timidezza ambiva all' eternità, all'assoluto dell'opera d'arte. L'allora trentenne Twombly era riuscito a trasformare un graffio in poesia. Per il suo «ritorno» a Roma porta cinque opere: tre trittici e due sculture. Il titolo della mostra è «Three notes from Salalah», dove il luogo indicato rappresenta per l'artista uno spazio di felicità, un simbolo di armonia spirituale. Ci aspetta un'immersione in opere rasserenanti. A dispetto dell'isteria scatenata dallo «sbarco»
Larry s'incorona nuovo re di Roma
Larry Gagosian, un celebre gallerista americano, sbarca a Roma con una mostra di Cy Twombly. La galleria, aperta stasera, offre 750 metri quadri di spazio espositivo e include opere di Twombly, tra cui tre trittici e due sculture. Gagosian ha una lunga storia di successo nel settore dell'arte, con gallerie in diverse città del mondo. La sua scelta di aprire una galleria a Roma è stata vista come un evento importante per la scena artistica italiana. Alcuni collezionisti e artisti hanno espresso entusiasmo per l'apertura della galleria, mentre altri hanno espresso preoccupazioni sul potenziale impatto di Gagosian sulla scena artistica locale.
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