L'inaugurazione martedì con il Presidente Napolitano Dalle ore 13, gli ultimi dei 40 oggetti restituiti dal Getty Museum, a parte la Venere dì Morgantina che giungerà nel 2010, sono sul territorio nazionale; per un impegno contrattuale assunto, e limitatamente ai suddetti reperti, lo Stato italiano revoca la costituzione di parte civile nei confronti di Marion True; la mantiene invece per gli altri oggetti rivendicati, che il Getty non ha voluto ritornarci»: così dice Maurizio Fiorini, avvocato dello Stato, alla fine dell'ennesima udienza contro la True, ex curator del museo americano, e Robert Bob Hecht, uno dei maggiori mercanti al mondo. L'arrivo dei reperti è stato reso difficoltoso dallo sciopero dei Tir. ma oggi stesso, saranno al Quirinale: nelle vetrine già predisposte per la mostra di 67 autentici "tesori" ritrovati, che martedì il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inaugurerà con il vicepremier e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, e resterà aperta, gratuitamente, fino al 2 marzo. In aula, per tutta la giornata, l'archeologa Daniela Rizzo ha passato in rassegna, uno a uno, i pezzi scavati di frodo in Italia, ed acquistati, tra il 1976 e il 1996, dal museo californiano. Un viluppo di mercanti, un intrico di mille passaggi di proprietà. A dar misura dei legami, spesso non confessabili, tra tutti gli attori della Grande Razzia (i "tombaroli", che chiamavano «tribolate» le anfore invece trilobate; i trafficanti; i mercanti internazionali; tanti musei, dal Giappone agli Usa), un dettaglio che Fiorilli stesso rivela: di tre anfore, il Getty non ha restituito 16 frammenti, affermando che li detiene in prestito, ma che il vero proprietario è Robin Symes; il mercante di Londra che ha dovuto consegnare ai carabinieri la Maschera d'avorio, il più grande reperto crisoelefantino al mondo, scavato vicino a Roma e che aveva pagato 10 milioni di dollari, e venduto (per 18 milioni di dollari nel 1988) proprio la Venere di Morgantina, alta due metri e recuperata a Aidone, provincia di Enna. La mostra al Quirinale si svolgerà nella Galleria di Papa Alessandro VII, in parte recuperata dopo gli stravolgimenti del periodo napoleonico, e di cui è ormai prossimo l'intero ripristino; s'intitola Nostoi. Capolavori ritrovati, e la prima parola (lo spiega Louis Godart, consigliere culturale di due Presidenti: Ciampi ed ora Napolitano) costituisce la denominazione dei poemi che narravano il ritorno degli eroi dalla Guerra di Troia, e si riferisce ai lunghi, perigliosi viaggi per riguadagnare la Patria lontana: proprio come queste opere d'arte, mai viste in Italia perché scavate di nascosto dal nostro sottosuolo e poi emigrate, di cui molte sono dei capolavori unici al mondo; senza eguali in nessun museo della Terra. Il loro arrivo è il frutto di un'azione del nostro Governo difficile e delicata, basata su principi assolutamente etici; «non è un discorso nazionalistico, ma, al contrario, universale: ciascun patrimonio nazionale appartiene al mondo, non si può affidarne la circolazione a organizzazioni illegali», sottolinea Rutelli. Il ritorno di queste opere suggella un trentennio, in cui in Italia si è operata un'autentica razzia: ormai, senza un certificato di provenienza valido, i grandi musei non comperano più.