Riunione con Rutelli. No al trasloco a Palazzo Barberini La Galleria Corsini non può essere smembrata. Contro il trasloco dei quadri a Palazzo Barberini si è pronunciato il Consiglio superiore dei Beni culturali con un ordine del giorno approvato all'unanimità. Si avvia a soluzione il problema del trasloco che è stato denunciato un mese fa dal Corriere e ha suscitato polemiche. Alla riunione del Consiglio ieri ha partecipato anche il ministro Rutelli. L'ordine del giorno invita a salvaguardare l'integrità della Galleria Corsini. Il trasferimento era stato annunciato dal soprintendente Strinati. Si avvia a soluzione il problema del trasloco dei quadri dalla storica Galleria Corsini a Palazzo Barberini. Trasloco che è stato denunciato un mese fa dal Corriere ed ha suscitato un mare di polemiche. Ora interviene il Consiglio superiore per i Beni culturali, che ieri si è riunito con la partecipazione del ministro Francesco Rutelli e ha votato all'unanimità un ordine del giorno proposto da Gianfranco Cerasoli, Marisa Dalai Emiliani e Andrea Emiliani. Questo ordine del giorno invita il ministro a salvaguardare l'integrità della Galleria Corsini. «L'approvazione - commentano i componenti del Consiglio - è un fatto significativo, non solo perché è stato votato all'unanimità, ma soprattutto perché si mette un punto fermo rispetto a disegni slegati dai contesti storici». Cerasoli ha inoltre dichiarato che il Consiglio superiore «anche nel caso della Galleria Corsini si dimostra attento alle richieste che provengono dalla comunità scientifica e culturale della città. Ora è necessario che il ministero faccia la sua parte per il mantenimento degli attuali orari di apertura e che la soprintendenza per il Polo museale romano metta in campo attività promozionali di alto interesse scientifico per valorizzare ed accrescere ulteriormente la storica Galleria». Era stato proprio il soprintendente Claudio Strinati ad annunciare il trasferimento della quadreria, giunta praticamente integra fino ai nostri giorni a testimoniare il mecenatismo artistico romano del XVIII secolo. Subito una nutrita schiera di storici dell'arte si era opposta al trasloco. A cominciare da Marisa Dalai Emiliani, presidente dell'associazione Bianchi Bandinelli, e da Alvar Gonzàles-Palacios che ha parlato di «inaudita barbarie». Ma per Strinati il problema di mantenere la collezione nel museo di via della Lungara sarebbe dovuto alla penuria di fondi. Ora il Consiglio superiore del ministero ribatte che la Galleria Corsini è strettamente legata al contesto storico e urbanistico di via della Lungara dove sono presenti altri monumenti e istituzioni come la John Cabot University, l'Orto Botanico (ex Giardino Corsini), l'Accademia Nazionale dei Lincei, la Biblioteca Corsiniana, la villa della Farnesina, il complesso del Buon Pastore, la casa della Memoria, gli Orti d'Alibert con il Filmstudio, il complesso di Regina Coeli, Palazzo Salviati. E si augura che la soprintendenza riveda il progetto che prevede il trasferimento anche solo di una parte della collezione presso la Galleria nazionale d'Arte antica di Palazzo Barberini.