La prima vittima della decisione dei governo Berlusconi di vendere parte del patrimonio dello Stato, tramite la Patrimonio spa, rischia di essere la Biblioteca nazionale di Firenze, nata nel '700 e divenuta la più grande d'italia, con cinque milioni e mezzo di libri e 115 mila quotidiani e periodici. Alla ricerca da anni di nuovi locali (ogni anno è necessario un chilometro e mezzo di nuovi scaffali), la Biblioteca nazionale li aveva finalmente individuati nella caserma Curtatone e Montanara, ex sede della Scuola di sanità militare, attualmente vuota e soprattutto distante appena qualche centinaio di metri dalla propria sede. Ma la prima richiesta al ministro della Difesa, Antonio Martino, ha ricevuto un no secco: la caserma è in vendita, si è sentita rispondere la dirigente Antonia da Fontana. «Non ci siamo però persi d'animo. Abbiamo interessato alcuni parlamentari locali: il sottosegretario alla Difesa, Francesco Bosi, e gli onorevoli Riccardo Migliori e Monica Baldi per il centrodestra, Valdo Spini e Carlo Carli per il centrosinistra. Si sono detti d'accordo con la nostra richiesta, spiega Fontana. E intanto i dirigenti della Biblioteca sono andati alla ricerca di un locale alternativo. Per ora l'unico trovato è un magazzino di mille metri quadrati, situato nel comune limitrofo di Reggello, a una ventina di chilometri di distanza dalla sede principale e per un affitto mensile di circa 4 mila euro.
Biblioteca senza casa
Il governo Berlusconi ha deciso di vendere parte del patrimonio dello Stato tramite la Patrimonio spa. La Biblioteca nazionale di Firenze, con cinque milioni e mezzo di libri, è alla ricerca di nuovi locali. La caserma Curtatone e Montanara, espressione della sua sede, è stata richiesta ma il ministro della Difesa, Antonio Martino, ha risposto con un no. I dirigenti della Biblioteca hanno cercato un locale alternativo e hanno trovato un magazzino di mille metri quadrati a Reggello, a una ventina di chilometri di distanza, per un affitto mensile di circa 4 mila euro. I parlamentari locali hanno espresso il loro sostegno alla richiesta della Biblioteca.
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