IL CASO Dal Wwf a Legambiente: "Una gigantesca opera di falsificazione del tessuto culturale" Due pagine dense, firmate dal gota dellambientalismo nazionale, da Fulco Pratesi ed Enzo Venini (Wwf) a Giovanno Losavio e Nicola Caracciolo (Italia Nostra), da Carlo Ripa di Meana (Comitato nazionale per paesaggio) a Vittorio Emiliani (Comitato per la bellezza), da Vittorio Cogliati Dezza ed Edoardo Zanchini (Legambiente) a Marcello Buiatti (Ambiente e lavoro) e a molti altri, rappresentanti di associazioni e urbanisti. Due pagine dense per dire no al mega progetto della multinazionale tedesca Tui che vuole recuperare, trasformare, ingigantire la tenuta di Castelfalfi, composta dal borgo medievale dove Benigni ha girato il suo Pinocchio e da vaste fette di campagna nel comune di Montaione. Lappello di ambientalisti e intellettuali è stato catapultato sui tavoli istituzionali poco prima che, ieri sera, presso il Comune di Montaione, il garante della comunicazione per la Regione e per lo stesso Municipio, Massimo Morisi, illustrasse in pubblico, e davanti a presidente della Regione Claudio Martini e allassessore Riccardo Conti, le conclusioni a cui è arrivato al termine del processo partecipativo che, nel corso di una serie di assemblee pubbliche, ha raccolto le opinioni di cittadini, associazioni, parti economiche e sociali. «Nella misura in cui si può, sha da fare» è la conclusione a cui giunte Morisi a proposito del progetto Castelfalfi. E sebbene indichi alla proprietà otto raccomandazioni e altrettante correzioni di tiro, questa posizione appare al momento distante dai vertici dellambientalismo italiano che chiedono una radicale modifica del progetto. Puntano il dito contro la dimensione dellintervento: «La tanto sbandierata riqualificazione della Tenuta per complessivi 390.000 metri cubi, corrispondenti ad un aumento del 77 delle cubature attualmente disponibili (220.000 metri cubi), è per noi inaccettabile». Contro la qualità dellintervento: «Una gigantesca opera di falsificazione del tessuto culturale a paesaggistico di Castelfalfi, operazione arbitraria e assai pericolosa». Contro limpatto sugli ecosistemi e lo sfruttamento della risorsa idrica: «Quello che Tui dovrebbe presentare è un vero e proprio bilancio ambientale del progetto». Contro lo spirito delloperazione che non è in linea con il motto della Regione «Reddito non rendita». Gli ambientalisti chiedono infine «che non si chiuda il confronto ma che invece si riapra». Per Morisi, invece, «il progetto Tui è unopportunità di riqualificazione territoriale che la comunità locale, nel suo insieme, apprezza e intende perseguire», anche per superare il degrado in cui è abbandonata la tenuta, consolidare la vocazione turistica del territorio, stimolare attività imprenditoriali e creare occupazione. Il garante raccomanda però una riduzione dellintervento, chiede garanzie di autosufficienza effettiva rispetto alle risorse, che si persegua leccellenza architettonica, che si progetti unofferta per un sviluppo turistico a circuito aperto, che si rilanci lazienda agricola, che loccupazione sia qualificata e sostenuta dalla formazione, che si attui un continuo monitoraggio. La sfida continua.