SAN VITO DI CADORE. Le Dolomiti? Ne faremo un «marchio unitario da vendere in tutto il mondo come offerta turistica italiana». Lo ha annunciato ieri Francesco Rutelli, vicepresidente del Consiglio, alla Conferenza nazionale sul turismo montano: «Chiederò all'Enit di collaborare con le province e le regioni interessate per creare un brand delle Dolomiti». Ormai il mercato è globale, e nessuno può pensare di andare allo sbaraglio in ordine sparso. Siamo nell'epoca della competizione tra territori. E se le Dolomiti vanno presentate come un insieme unico, Rutelli ha confermato che l'Italia punterà nel 2008 al riconoscimento dell'Unesco come patrimonio del mondo. Poiché ogni Stato presenta due proposte all'anno, almeno una delle quali nella sezione «naturale» (le altre due sono «culturale» e «misto»), vuol dire che l'Italia punta il prossimo anno proprio sulle Dolomiti. E' la conferma della qualità del progetto, costruito soprattutto nell'ultimo anno con un lavoro di squadra delle cinque province interessate (Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone). L'incontro di ieri a San Vito di Cadore poteva risolversi nella solita passerella tra politici. Invece la parola è stata data soprattutto ai tecnici e agli operatori, protagonisti di confronti serrati sui temi veri, quelli del «sistema turismo», del marketing, degli investimenti, della qualità dell'offerta e dei cambiamenti della domanda. E per sottolineare la qualità dell'incontro, sono arrivati in Cadore due ministri (Rutelli, che ha la delega al turismo, e Linda Lanzillotta, ministro agli Affari regionali e autonomie locali) che non si sono tirati indietro nel rispondere ai problemi più spinosi, come quello dei referendum «secessionisti». Rutelli ha confermato la «ricetta» illustrata il giorno prima dalla Lanzillotta: un provvedimento costituzionale per assegnare autonomie specifiche anche alle province «ordinarie» confinanti con quelle «speciali»: «Competenze arricchite», ha detto Rutelli, «da concordare con le Regioni. Non si può decidere da Roma». L'intento è di mettere la parola fine alla «protesta incessante, ma inconcludente» che si esprime attraverso i referendum (il prossimo sarà in marzo quello di Sappada). Non solo, dunque, federalismo fiscale, ma anche forme nuove di autonomia, dentro le regioni ordinarie, per le province confinanti con le «speciali». «Bisogna attenuare le sperequazioni», aveva detto Linda Lanzillotta spiegando il senso del provvedimento. Luca Zaia, vicepresidente del Veneto, aveva invece sostenuto, in apertura del convegno, che occorre «un vero federalismo, alla catalana» e aveva puntato il dito contro la «concorrenza sleale» delle province e regioni autonome vicine. Quanto alle quote della solidarietà nazionale, Zaia aveva avanzato una proposta provocatoria: «Ci candidiamo come tutor, per capire come mai, pur con aiuti finanziari aggiuntivi, ci siano dissesti di bilancio che da noi non ci sono». In serata la Lega ha rilanciato: «La Lanzillotta ha un concetto provinciale e mediocre di federalismo: le sperequazioni non vanno attenuate, ma eliminate». Ovvero: «A tutti va riconosciuto lo stesso grado di autonomia delle regioni a statuto speciale». Ma al di là di queste polemiche, è uscito confermato l'impegno del governo di dare sostanza «strutturale» (cioè garanzia di continuità e stabilità) al progetto di forme di «autonomia» a Belluno, Verbania e Sondrio. Rutelli ha inoltre accennato alla candidatura di Cortina ai mondiali di sci 2013, in «concorrenza» con quella della Val di Fiemme. In sostanza un appoggio a Cortina: «Dobbiamo fare sinergia». Per la montagna, il governo mette nello zaino di Natale anche l'impegno per incentivi alla crescita dell'offerta alberghiera di qualità e allo sviluppo di attrezzature per superare il «tutto sci» (quindi, per esempio, anche campi da golf e piste cicloturistiche). La montagna - ma non solo l'arco alpino - va vista come un punto del «made in Italy» all'insegna dell'autenticità: sport, natura, relax, prodotti tipici non solo dell'eno-gastronomia ma anche dell'artigianato e dell'industria. Questo approccio «globale» al turismo montano, e che nello stesso tempo ne salvi le specificità territoriali, è del resto una scelta obbligata, come è apparso chiaro dagli interventi degli operatori e dalle relazioni scientifiche. Uno per tutti: Cristoph Engl, direttore di Alto Adige-Südtirol Marketing: «Si sceglie la montagna per scegliere un tema dentro la montagna. Perciò non si vendono le singole località, ma si vendono le Dolomiti, un territorio che il turista recepisce come unitario, e su questo territorio si muove senza distinguere i confini amministrativi. Il prodotto più venduto, non a caso, è il Sella Ronda, che è multiregionale». E' insomma l'intero sistema a fare da richiamo e a determinare le scelte, e dentro non c'è solo lo sci o l'escursione estiva: ci sono in Alto Adige i prodotti tipici, l'enogastronomia, i mercatini di Natale, le tradizioni, il folclore, c'è la cultura e l'ospitalità degli abitanti, naturalmente la qualità delle strutture e i prezzi. Cinque le «minacce» al turismo montano, secondo Rutelli: il cambiamento delle abitudini (soprattutto dei più giovani), la concorrenza competitiva (non solo degli altri paesi dell'arco alpino, ma soprattutto il mare d'inverno di Sharm el Sheik), la tendenza ad accorciare le settimane bianche e a trasformarle in week end lunghi, l'accessibilità, il cambiamento climatico. Sfide che il turismo montano deve affrontare, sapendo comunque che, anche secondo l'ultimo rapporto Censis, si parte da una grande vitalità economica della montagna. Per Sergio Reolon, presidente della Provincia di Belluno, nel convegno è emerso un nuovo modo di guardare alla montagna: «Non solo come luogo dell'abbandono e dell'emarginazione, ma anche come spazio sperimentale di ricostruzione locale, di una rinnovata importanza delle società locali in epoca di globalizzazione dove la società si presenta ovunque frantumata e atomizzata».
Per le Dolomiti un marchio unitario
Il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, ha annunciato di voler creare un marchio unitario delle Dolomiti come offerta turistica italiana. Ha chiesto all'Enit di collaborare con le province e le regioni interessate per creare un brand delle Dolomiti. Rutelli ha anche confermato che l'Italia punterà al riconoscimento dell'Unesco come patrimonio del mondo per le Dolomiti nel 2008. Il progetto è stato presentato alla Conferenza nazionale sul turismo montano a San Vito di Cadore, dove sono stati discututi temi come il sistema turismo, il marketing, gli investimenti, la qualità dell'offerta e i cambiamenti della domanda.
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