"Scomparsa" una lettera con cui il dirigente rimetteva il proprio mandato a Rutelli fin dal 23 novembre scorso Venezia. Finisce l'era Croff, si apre la seconda era Baratta. La Biennale che vuole cambiare pelle riparte dal passato, ma ripropone un cliché già visto: le beghe politiche. Ieri il presidente uscente Davide Croff ha riunito il consiglio di amministrazione e comunicato le sue dimissioni. Già note, peraltro, al ministro dei beni culturali, Francesco Rutelli, al quale Croff aveva scritto il 23 novembre in forma riservata, rimettendo il suo mandato prima della naturale scadenza di gennaio. Una lettera fino a ieri sconosciuta ai consiglieri di amministrazione della fondazione. E Massimo Cacciati, Franco Miracco e Amerigo Restucci (rappresentanti di Comune, Regione e Provincia) non l'hanno presa bene, al punto da redigere a loro volta una lettera con trìplice firma indirizzata allo stesso Rutelli, per chiedere al ministro come mai si sia arrivati fino al 13 dicembre prima di iniziare l'avvicendamento dei presidenti, quando più volte era stata sottolineata la necessità di un cambio rapido e indolore, per procedere alla nomina dei direttori di settore e alla preparazione dei prossimi festival. Alla fine, di tempo se ne risparmierà ben poco, perché tra feste, pubblicazione della nomina di Paolo Baratta sulla Gazzetta Ufficiale e impegni vari, il CdA con il nuovo presidente non si riunirà che a gennaio, quando Regione, Comune e Provincia dovranno indicare i propri consiglieri. Il più critico verso Rutelli è Franco Miracco, portavoce del governatore Galan. «Che fine ha fatto la lettera di Croff a Rutelli? -chiede Miracco - L'ha letta il ministro? Di sicuro a Croff non è mai giunta risposta. Un gesto di maleducazione verso il presidente uscente, e nemmeno il primo. Con Croff personalmente ho avuto parecchi confronti aspri, ma ora va difeso perché non ha avuto il rispetto del ministro. Il primo sgarbo c'era stato quando Rutelli aveva designato Baratta prima che Croff andasse a presentare la sue relazione in Commissione cultura alla Camera. Di fatto lo ha delegittimato di fronte ai parlamentari. Ora la lettera del 23 novembre, evidentemente persa sulla sua scrivania». «Deve essere una prassi a Roma aggiunge Miracco visto che sempre oggi (ieri per chi legge, ndr) nel corso della Conferenza dei servizi, per il nuovo Palazzo del cinema, il rappresentante del ministro ha candidamente ammesso che l'indicazione del presidente della Regione Veneto per il sub commissario che deve seguire la procedura di realizzazione dell'opera si è probabilmente persa sulla scrivania del presidente del Consiglio. Evidentemente con le lettere non siamo molto fortunati. 0, più semplicemente, Rutelli ci ignora». Dalla Biennale, la conferma che dopo la lettera del 23 novembre, dal ministro c'è stato silenzio. Con Croff che, per correttezza verso Rutelli, ha atteso la convocazione del cela per darne notizia. In quella stessa lettera -scritta il giorno dopo la chiusura di Arti Visive - il presidente fissava già la data della convocazione del suo ultimo consiglio di amministrazione, il 13 dicembre appunto, primo giorno in cui non c'erano impegni istituzionali. Quindi, fanno sapere dalla Fondazione, da parte loro è stato fatto il possibile per accelerare i tempi. Nel corso della riunione di ieri mattina, anche il direttore generale, Gaetano Guerci, ha presentato le proprie dimissioni. I consiglieri gli hanno chiesto però di soprassedere, fino all'arrivo del nuovo presidente. Guerci si è riservato di rispondere al vicepresidente, il sindaco Massimo Cacciari. Una giornata di commiati, insomma, quella di ieri per Croff. Dopo aver espresso stima e apprezzamento per il suo successore, ha consegnato ai consiglieri un documento di sintesi che illustra le linee guida perseguite nel primo quadriennio della Biennale. Poi ha voluto rinnovare il proprio ringraziamento al personale della Fondazione. Ora si apre, dunque, la fase Baratta. Un ritorno dopo la guida di Franco Bernabè e Davide Croff, una nomina fortemente caldeggiata dal sindaco Massimo Cacciari e approvata dagli altri consiglieri della Fondazione e dalle commissione cultura dei due rami del Parlamento. Tra le scelte più attese da parte del nuovo presidente, quella del direttore generale. Baratta dovrà decidere se confermare Guerci, oppure puntare su una personalità diversa, un nome di risonanza nazionale con spiccate qualità manageriali, che possa traghettare la Fondazione verso il nuovo statuto e l'apertura ai privati.
Biennale, finisce l'era Croff. Con l'ultimo "giallo"
Il presidente uscente della Fondazione Biennale di Venezia, Davide Croff, ha comunicato le sue dimissioni al consiglio di amministrazione, che si è riunito ieri. La decisione è stata anticipata da una lettera riservata al ministro dei beni culturali, Francesco Rutelli, scritta il 23 novembre scorso. La lettera era stata inviata prima della scadenza naturale di gennaio. I consiglieri di amministrazione, compresi Massimo Cacciati, Franco Miracco e Amerigo Restucci, non hanno preso bene la decisione e hanno redatto una lettera a Rutelli, chiedendo come mai si sia arrivati a questo passo. Il nuovo presidente della Fondazione sarà Paolo Baratta, che sarà nominato entro gennaio.
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