La Procura svela una truffa al tribunale: 18 misure cautelari (tra arresti e obblighi di pg), indagato un poliziotto Uninchiesta scattata su segnalazioni di notai che hanno visto negli studi facce sospette Chi voleva comprare veniva "scoraggiato" Sigilli a sette immobili, valore quattro milioni -------------------------------------------------------------------------------- uninCHIESTA che taglia a fette la città, che attraversa studi privati e malavita, debitori e cittadini spesso nullatenenti che da perfetti prestanome acquistano case e palazzi. Un anno di appostamenti, pedinamenti, intercettazioni, riprese con videocamere hanno portato allemissione di 18 misure cautelari personali tra arresti domiciliari e obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, oltre al sequestro preventivo di sette immobili per un valore complessivo di quattro milioni di euro e a trentasei perquisizioni. Operazione eseguita dalla Guardia di Finanza, che ha anche scoperto un poliziotto tra gli indagati a piede libero. Gli immobili sequestrati sono in gran parte a Napoli (dodici appartamenti, un deposito e una mansarda), ma cè anche una villa su tre livelli a Punta Campanella, lembo estremo del golfo prima della baia protetta di Ieranto, pagata un milione e aggiudicata con un rialzo sulla base dasta di appena cinquemila euro. Villa comprata per conto di un cliente perché, secondo quanto emerge nellinchiesta del pm Maria Cristina Ribera, che lha illustrata assieme al procuratore aggiunto Aldo De Chiara, lorganizzazione era un punto di riferimento, quasi unagenzia immobiliare, per chi fosse interessato allacquisto di case allasta. Unorganizzazione composta da persone unite da vincoli familiari e residenti tra Pianura, Secondigliano e centro storico. Il reato contestato ai diciotto destinatari di misure cautelari è lassociazione a delinquere finalizzata alla turbativa dasta ed è relativo ad almeno sette aste di questanno, mentre in molti altri casi limmobile è stato comprato e immediatamente rivenduto monetizzando il guadagno. Un anno di indagini su segnalazioni arrivate dallUfficio cambi, per operazioni sospette legate ai depositi cauzionali, e anche da parte di notai che hanno visto nei propri studi facce sospette nel corso delle aste su delega della quinta sezione del tribunale, sezione che si occupa appunto delle "esecuzioni immobiliari". Aste di beni che riguardano non i fallimenti, ma soggetti debitori verso banche o persone fisiche, procedimenti che negli ultimi anni sono stati abbreviati con procedure più snelle. Prima limmobile era venduto direttamente dal Tribunale, mentre ora è prevista la delega al notaio che esegue le visure e accompagna il procedimento fino alla vendita. Prima, in sostanza, le procedure duravano alcuni anni, mentre adesso la vendita può scattare anche sei-otto mesi dopo la nomina del notaio. E proprio negli studi sono stati eseguiti gli appostamenti durante le aste che hanno portato alla scoperta di unorganizzazione capillare, in cui ogni pedina aveva un ruolo preciso. Alcuni partecipavano alle gare per effettuare offerte con lobiettivo di causare un aumento del prezzo base e quindi rendere più oneroso lacquisto agli altri partecipanti. Altre volte lo scopo era di partecipare senza effettuare offerte per far andare deserta la gara e ottenere un ribasso del prezzo base. Altri appartenenti allorganizzazione, spesso pregiudicati, si appostavano invece allesterno del Tribunale o degli studi notarili per intercettare e scoraggiare chi si mostrava interessato alla gara ed è attraverso queste articolate condotte che lorganizzazione criminale riusciva ad acquistare gi immobili spesso a prezzi irrisori e con il minimo rialzo. Diciotto arresti, ma ora linchiesta passa alla fase due per scoprire da un lato la "mente legale", come lha definita De Chiara, e dallaltro il collegamento con i clan per il riciclaggio del denaro sporco.