"Bellezza firmata bellezza ignota" è il titolo dellesposizione che sinaugura questa mattina nel maniero di pietra lavica Una mostra di dipinti apre le porte del museo per due mesi Le visite finora limitate al pianoterra e al cortile. Lallestimento è a cura del Teatro Stabile e comprende tra le altre opere di Novelli e De Saliba -------------------------------------------------------------------------------- "BELLEZZA firmata bellezza ignota" non è una «semplice» mostra di dipinti, pur pregevoli. Lesposizione che si inaugura oggi alle 11, infatti (alla presenza, invero vagamente incongrua, dei calciatori della squadra del Catania) vuole essere un passo, forse piccolo, ma sicuramente importante, verso il recupero e la riapertura del museo del Castello Ursino, una delle più importanti istituzioni culturali di Catania e della Sicilia, di fatto chiusa al pubblico da decine di anni. Da tempo, infatti, se ne può visitare solo il cortile e piano terra, mentre la maggior parte delle preziose collezioni resta inaccessibile o, peggio, viene imprestata ad altri musei e istituti in «comodati» infiniti. La mostra di quadri, così, serve non solo a dare unidea dellimmenso patrimonio negato del museo, ma anche a far conoscere, ai catanesi e ai visitatori, lo stesso pregevole edificio, a cominciare dalla Sala del Parlamento (che è stata così intitolata perché qui, nel 1295, si riunì il Parlamento siciliano che proclamò Federico III dAragona re di Sicilia) che solo da qualche settimana ha visto ultimati i lavori di restauro. Nellallestimento ideato per loccasione dagli esperti scenografi del Teatro Stabile di Catania, sarà possibile ammirare quadri di autori noti e ignoti (da qui il titolo), e in particolare, per quanto riguarda le opere «firmate», dipinti di Antonello De Saliba, Bernardinus Niger, Matthias Stomer, Pietro Novelli, Mario Minniti, Gaspare Serenario e molti altri artisti, attivi fra il Cinquecento e il Settecento. La Bellezza «ignota», invece, sarà rappresentata da opere di maestri bizantini, manieristi meridionali, maestri veneti, pittori di scuola napoletana e siciliana (la mostra resterà aperta al pubblico fino al 14 febbraio, con ingresso libero, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19). Occasione al momento più unica che rara, dunque, per vedere più da vicino larcigno castello di pietra lavica voluto alla metà del Duecento dallimperatore Federico II di Svevia e parte, originariamente, di un complesso sistema difensivo che doveva proteggere la costa orientale della Sicilia. Allepoca della sua costruzione, il castello si trovava del resto proprio sul litorale della città, su un promontorio chiuso da un fossato. Nel 1669, una terribile eruzione dellEtna sospinse un fiume di lava fin dentro Catania: il fossato si ricolmò e la massa incandescente si spinse ancor più avanti, separando infine il castello dal mare. LUrsino (lorigine del nome è sconosciuta, ma forse si può far risalire al latino castrum sinus, ossia "castello del golfo") pur presentando varie caratteristiche architettoniche riconducibili allo stile tipicamente federiciano, a cominciare dalle poderose torri angolari, non rimase intonso nei secoli seguenti alla sua costruzione, tanto che vi sono evidenti le aggiunte e le trasformazioni subite quasi fino ai giorni nostri. Il museo civico e la pinacoteca, realizzati grazie alle donazioni di opere già dei benedettini e di famiglie nobili della città, primi fra tutti i Biscari, furono inaugurati nel 1934, e comprendono, come si evince dal valore delle opere in mostra, un patrimonio davvero notevole, e non solo di dipinti. Vi sono infatti reperti archeologici, paramenti sacri, libri e manoscritti antichi, stampe e molto altro. Dal castello, una breve passeggiata conduce nel cuore del centro storico, alla bella piazza Duomo dominata dal noto elefante. Tuttintorno, oltre al Duomo, eleganti palazzi barocchi e poco lontano limboccatura della via Etnea, arteria principale di Catania. Lungo la vicina via Crociferi si ammirano splendide chiese, mentre percorrendo la via Vittorio Emanuele si giunge al Teatro romano, fra le principali testimonianze della storia più antica della città.