La Regione ha retto il colpo del Comune di fronte al Tar sul piano paesistico. Ventotto le contestazioni del Municipio, poche quelle accolte dai giudici di piazza del Carmine. Resta aperta la questione Tu vixeddu, affrontata dalla sentenza ma ancora oggetto di un ricorso specifico di Coimpresa. Il Tribunale ha stabilito che la Regione non ha rispettato le giuste procedure per vincolare il colle, come sostenuto dal Comune. Ma l'assessore agli Enti locali Gian Valerio Sanna è sereno: non cambia niente, ha detto, l'errore è già stato sanato. Il dispositivo dice che questa giustificazione non basta. La palla resta ai giudici. INTANTO CI SONO centodieci pagine di sentenza del tribunale amministrativo che mettono fine allo scontro fra Cagliari e viale Trento. Una lunga serie di lamentele motivate, quelle del Comune, che hanno trovato in gran parte risposte come "infondato", "inammissibile". Salvo che in alcuni casi. Il potere di veto della Giunta regionale, per esempio: il Ppr prevedeva che su ogni intervento urbanistico proposto dai Comuni ad avere l'ultima parola fossero Renato Soru e i suoi assessori. Una prassi, secondo le rimos tranze presentate dal Comune, che poteva creare condizioni ottimali per ingerenze politiche, e non tecniche, sullo sviluppo di paesi e città. «Un sindacato preventivo sulla fattibilità di un intervento edilizio o valutazione politica», scrive il Comune nel ricorso, «che non garantisce affatto il rispe tto dei valori che si dovrebbero tutelare». Solo un organo tecnico, secondo gli avvocati di via Roma, dovrebbe inter venire sulla materia per verif icare la conformità di un progetto alla norma paesistica. Obiezione accolta: la Giunta regionale non potrà più mettere becco sulla realizzazione di un palazzo, ristrutturazione di un residence o altri inter venti. Conferma to, invece, il valore dell'intesa tra enti per l'autorizzazione agli inter venti. Ogni mattone che si vorrà posare nelle aree che ricadono nella competenza del Piano dovrà passare sul tavolo dei tecnici di Regione, Provincia e Comune. C'È ANCHE SPAZIO, nel dispositivo della sentenza, per la soluzione di un "incidente diplomatico": i legali del Municipio accusavano la Regione di essere troppo autoritaria e di dare risposte "contrarie allo spirito di collabor azione con le amministrazioni locali". Lo scontro era nato su Terramaini e Baraccamanna, aree blindate secondo la Regione, oggetto di pianificazione urbanistica per il Comune. Il Tar ha dato ragione ai legali di quest' ultimo, viale Trento dovrà rimettere mano alle carte e rivedere la sua concezione di quelle aree. E, la prossima volta, usare toni più garbati nel rispondere alle obiezioni della controparte. Dieci pagine su oltre cento sono dedicate alla necropoli di Tuvixeddu, dove la Regione ha ampliato il vincolo passando da 10 ettari a 50 tondi. Impossibile anche solo far comparir e una cazzuola, in quella zona. Il tribunale amministrativo ha stabilito che la Regione ha il potere di vincolare quel tipo di aree, ma ha sbagliato la procedura. La sostanza non cambierebbe: Tuvixeddu è stato, con un altro sistema, considerato di rilevante interesse pubblico. Il vincolo resta, fino a nuova sentenza.
SARDEGNA - Sul Ppr la Regione batte Cagliari. Tuvixeddu, l'incognita sui vincoli
La Regione ha vinto il ricorso del Comune di Cagliari contro la sentenza del Tar sul piano paesistico. La sentenza ha stabilito che la Regione non ha rispettato le giuste procedure per vincolare il colle, ma l'assessore agli Enti locali Gian Valerio Sanna ha detto che non cambia niente. Il dispositivo della sentenza ha stabilito che la Regione non può più mettere becco sulla realizzazione di interventi edilizi senza l'autorizzazione tecnica. La sentenza ha anche confermato il valore dell'intesa tra enti per l'autorizzazione agli interventi. La Regione ha vinto anche il ricorso del Comune su Tuvixeddu, dove ha ampliato il vincolo passando da 10 ettari a 50 tondi.
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