Proposta di Decidere.net di trasformare l'Agenzia del demanio in Authority Per rilanciare il taglio del debito pubblico, il pool di esperti riuniti ieri a Roma da Decidere.net, il network liberista messo in piedi da Daniele Capezzone, fino al 7 novembre presidente della commissione attività produttive della camera, non ha esitato a suggerire una ripresa strategica e radicale delle dismissioni degli immobili pubblici. Il barile di Stato con operazioni come Fip, Scip1 e Scip 2, è già stato grattato in profondità. Ma per migliorare la finanza degli enti locali, nella pubblica amministrazione periferica c'è ancora un patrimonio da 20 miliardi di euro, secondo il censimento dell'Agenzia del Demanio, che può contribuire a migliorarne nettamente i bilanci. Su come utilizzare tale serbatoio di ricchezza immobiliare, un po' tutti gli intervenuti hanno bocciato la strategia sbandierata dal governo in carica di valorizzare, anziché dismettere. «Valorizzare significa aumentare la spesa pubblica», ha detto l'economista Massimo Lo Cicero. Michele Cibrario, ad di Bnl Fondi Immobiliari, ha ricordato episodi grotteschi con immobili del comune di Roma che, per essere immessi in un fondo ad apporto, hanno richiesto un condono a carico dello stesso comune. Cibrario ha invece indicato il Progetto Monteluce in corso di realizzazione in Umbria con risolute operazioni di cambio di destinazione associate alla partecipazione attiva di privati investitori, come una soluzione replicabile in molte altre realtà territoriali. Matteo Del Fante, direttore finanziario della Cassa depositi e prestiti, ha illustrato il lavoro avviato con la municipalità di Milano con innovative soluzioni urbanistiche e concessorie adottate sul patrimonio comunale, senza extracosti, per affrontare il problema dell'housing sociale. Il comune di Milano, comunque, ha deciso di alienare una parte del suo patrimonio immobiliare conferendo gli alloggi di proprietà ad un fondo immobiliare che provvederà alla vendita ma pagherà immediatamente i denari al comune. Renato Giallombardo, avvocato dello studio Gianni, Origoni, Grippo Partners, anche in previsione di una nuova intensa stagione di dismissioni immobiliari e del restringimento del perimetro dei beni statali indisponibili , ha avanzato la proposta che l'Agenzia del Demanio si trasformi in authority di vigilanza, lasciando a Patrimonio, oggi erroneamente, ha sostenuto, emarginata, di assolvere di nuovo con lena il compito di fare procedere le vendite per le quali è stata creata. In un intervento conclusivo a sostegno del trasferimento di immobili pubblici in fondi privatistici, Capezzone si soffermato sul trattamento fiscale delle rendite collegate ai fondi immobiliari. «Attenzione», ha allertato, «qui bisogna contrastare il forte rischio che sotto lo stendardo dell'equità tra redditi da lavoro e redditi finanziari, si innalzi il prelievo fiscale sulle rendite, anziché abbassare quello sul redditi da lavoro».
Immobili, meglio vendere. Valorizzare costa di più alle casse pubbliche
Un gruppo di esperti ha proposto di trasformare l'Agenzia del demanio in Authority per rilanciare il taglio del debito pubblico. La proposta prevede la vendita di immobili pubblici e la creazione di fondi immobiliari privati. L'Agenzia del demanio ha un patrimonio di 20 miliardi di euro che può contribuire a migliorare i bilanci degli enti locali. Tuttavia, molti esperti hanno bocciato la strategia di valorizzare gli immobili, che significa aumentare la spesa pubblica. Alcuni hanno proposto alternative, come la creazione di fondi immobiliari privati con partecipazione attiva di privati investitori o la vendita di immobili pubblici con condoni a carico dello stesso comune.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo