Tre giornate di convegno sulla teoria del restauro, da Riegl a Brandi. Attraverso l'azione di restauro e di conservazione, l'opera d'arte del passato innesta le sue radici nel nostro presente. E per noi «salvaguardanti» e custodi, ma mai «padroni» del patrimonio storico-culturale, non c'è futuro senza memoria, non c'è progetto svincolato da ogni tradizione. Alle dimensioni tecnico-operative, storico-filosofiche e istituzionali di questo tema cruciale per la cultura del nostro tempo è dedicato un convegno sulla Teoria del restauro nel Novecento da Riegl a Brandi, che si aprirà oggi per terminare venerdì: le prime due giornate si svolgeranno a Viterbo in Santa Maria della Verità, per passare poi nell'Aula Magna dell'Università della Tuscia. Promosso dalla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, il convegno deve la sua progettazione e la cura scientifica alla storica dell'arte bizantina e medievale Maria Andaloro. La teoria del restauro concepita da Brandi rappresenta il fulcro del convegno e l'oggetto della maggior parte degli interventi, ma la riflessione comune giustamente partirà dal grande storico dell'arte Alois Riegl per poi soffermarsi sulle posizioni assunte via via nel tempo da Adolfo Venturi e Roberto Longhi, Carlo Ludovico Ragghianti e Giulio Carlo Argan, insomma un bel segmento del vertice degli storici dell'arte europei. Cesare Brandi fu cofondatore assieme ad Argan dell'Istituto Centrale del Restauro, che diresse dal 1939 al 1960 e che ha conservato la sua ispirazione attraverso i direttori via via succedutisi nel tempo: si deve a lui la celebre Teoria del restauro (libro tradotto in varie lingue, e non è un caso se il convegno chiude proprio con una tavola rotonda cui partecipano i vari traduttori) pietra miliare degli studi novecenteschi nel settore, che ha ispirato la Carta del Restauro, documento ufficiale del 1972, e promosso una metodologia e una prassi ormai riconosciute e seguite internazionalmente. Molti sono gli studiosi italiani e stranieri che contribuiranno ad articolare - da diversi punti ottici - il plesso iridescente di problemi (alcuni di particolare urgenza) che l'attività di restauro solleva: da Jukka Jokilehto a Giovanni Carbonara, da Arturo Carlo Quintavalle a Licia Vlad - autrice del libro di cui si parla in questa pagina, Restauro archeologico. Storia e materiali (Viella, 2003); da Mario Serio a Pietro Petraroia. È significativo, inoltre, che le prime due giornate del convegno si svolgano nelle adiacenze della Cappella Mazzatosta in Santa Maria della Verità. Gli affreschi di Lorenzo da Viterbo caddero in frantumi nel 1944 colpiti durante un bombardamento alleato, e furono ricomposti e restaurati dall'Istituto Centrale del Restauro seguendo le metodologie che proprio allora Brandi stava approntando e verificando sul campo. Stiamo vivendo i tempi oscuri e scoraggianti di uno sprezzo governativo per la cultura e il patrimonio artistico ancor più vergognoso che nel passato. Già il solo proporre la svendita di ampi segmenti della nostra tradizione storico-architettonica farebbe cadere le braccia allo Scelba del «culturame». La lezione di Cesare Brandi - «impolitico» solo secondo una desueta definizione dell'«impegno» - continua a opporre una scientificità e una metodologia critica dirette a difendere attivamente, contro la speculazione economicista e la strumentalizzazione ideologica, l'irriducibilità della dimensione storico-artistica come memoria inestirpabile - pena l'afasìa dalla quale ormai stiamo per essere sommersi - di ogni presente degno di chiamarsi tale: ossia legato al proprio passato da un vincolo di appartenenza e insieme di possibili modificazioni. E forse sta proprio qui il significato politico, oltre che scientifico, di questo convegno viterbese.
La vitalità dell'arte e i suoi custodi
Un convegno sulla teoria del restauro, da Riegl a Brandi, si terrà a Viterbo. Il convegno, promosso dalla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, sarà dedicato alla teoria del restauro concepita da Cesare Brandi e alle posizioni assunte via via nel tempo da altri storici dell'arte. Il convegno sarà aperto da una riflessione sulla teoria del restauro e sulla sua importanza per la cultura del nostro tempo. Gli studiosi italiani e stranieri contribuiranno ad articolare i problemi del restauro, tra cui quelli di particolare urgenza. Il convegno sarà un'occasione per discutere sulla memoria e sulla tradizione storico-artistica.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo