I carabinieri hanno recuperato la testa di cinghiale staccata nel maggio scorso e le altre sculture STAVANO PER ESSERE VENDUTI sul mercato nero dell'arte italiana. Magari con il solo fine di abbellire un mobile o di utilizzarli per appoggiarci un vassoio. E questo perché in fondo sono unicamente frammenti di opere, seppur di inestimabile valore culturale: dall'originale muso del cinghiale della fontana della Navicella, del valore di oltre centomila euro, alle tre copie delle teste di tartaruga della fontana situata a pochi passi da Villa Borghese. Tutti asportati in passato con atti vandalici e ora rinvenuti dai carabinieri del reparto Tutela patrimonio culturale in un borsone nascosto in un terreno incolto a nord del litorale, nel comune di Cerveteri. A quel borsone, gli agenti sono anivati dopo lunghe indagini. Che hanno portato al monitoraggio di una banda di 4-5 elementi, incensurati ma ritenuti responsabili dell'appropriazione e successiva vendita di monumenti storici della capitale. Reperti che, spiega il colonnello Raffaele Mancino, «nel corso dell'estate sono passati di mano in mano da un quartiere romano sino a quel nascondiglio». Lì nessuno si è più fatto vedere e così agli agenti non è rimasto che recuperare il borsone e proseguire le indagini a carico della banda per ora senza alcuna denuncia. Ma l'arte, e qui sta il problema, va in vendita anche se irriconoscibile o distrutta. È questo il caso del muso del cinghiale mutilato nel maggio scorso con un martello dalla fontana della Navicella, già colpita dai vandali nel 2005 dopo il restauro un anno prima costato 94mila euro. Ma è anche il caso delle tre teste di tartaruga dell'omonima fontana di villa Borghese, rubate tra il 15 e il 17 ottobre 2005. Copie delle teste originali sottratte negli anni Venti poco dopo la loro realizzazione. Proteggere l'arte costa. In alcuni casi addirittura più del valore delle opere stesse. Per questo, afferma l'assessore comunale alla Cultura, Silvio Di Francia, «la repressione è importante tanto quanto lo è il monitoraggio da parte dell'Amministrazione». Ma sulla ricostruzione della Navicella il sovrintendente ai Beni Culturali, Eugenio La Rocca, dice che «è meglio aspettare una protezione più idonea della fontana magari con un nuovo impianto di telecamere». Nell'ultimo anno, rivelano i carabinieri, furti e scavi clandestini sono in ribasso. Aumentano invece denunce e arresti così come il recupero dei beni archivistici o librali. Contro chi vuole far soldi a danno del patrimonio di tutti, concordano tutti, servono norme più severe. In tal senso, afferma il generale Giovanni Nistri del comando dei carabinieri, «il disegno di legge presentato dal ministro Rutelli prevede un incremento sanzionarono. Il reato da contravvenzione diventa delitto con una pena massima di 4 anni di reclusione. Il che consente l'arresto in flagranza, mentre ora se vedo un vandalo distruggere un monumento posso solo denunciarlo».
ROMA - Navicella e Tartarughe, ritrovati i fregi
I carabinieri hanno recuperato la testa di cinghiale di una fontana di Roma, rubata nel maggio scorso. La testa era parte di un'opera d'arte di valore culturale, insieme ad altre sculture, che erano state vendute sul mercato nero. Le sculture erano state rubate in passato con atti vandalici e ora sono state ritrovate in un borsone nascosto in un terreno incolto. Gli agenti hanno condotto indagini che hanno portato al monitoraggio di una banda di 4-5 elementi, incensurati, responsabili dell'appropriazione e vendita di monumenti storici. I reperti sono stati trovati in un quartiere romano e sono stati passati di mano in mano sino al nascondiglio.
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