Dialogo in corso con la Soprintendenza I reperti delle terme romane per ora bloccano i lavori «Non abbiamo ancora la certezza su quando potremo riprendere i lavori. Speriamo entro il prossimo gennaio». Il tono del direttore amministrativo dell'ospedale Valduce, Nicola De Agostini, è tutto sommato sereno. Anche se, comprensibilmente, traspare un certo rammarico per il lungo stop che ha subito il cantiere per il nuovo autosilo da 400 posti in viale Lecco. Ancora una volta, infatti, sulla via del completamento dell'opera ci sono i reperti romani delle antiche terme. Molti, importanti, da salvaguardare. Ma, in questa fase, anche ostacolo non di poco conto sulla ripresa del cantiere. Il problema è emerso alla fine dello scorso settembre, quando l'azienda specializzata incaricata dal Valduce, su indicazione della Soprintendenza ai Beni monumentali, concluse gli scavi per il rinvenimento dei reperti. Una tale messe di mura e architetture romane da convincere gli archeologi milanesi a chiedere un fermo dei lavori e una rivalutazione dell'originario progetto per l'autosilo. «Prima di tutto - precisa De Agostini - voglio sottolineare che è anche interesse nostro giungere a una completa valorizzazione dei reperti, in pieno accordo con la Soprintendenza. D'altronde era noto il fatto che nel sottosuolo ci fossero ancora tracce della civiltà romana, e non abbiamo alcuna intenzione di intaccare i ritrovamenti». Chiarito questo punto - peraltro alla base dello stesso via libera alla costruzione dell'autosilo - De Agostini non nasconde il momento difficile. «Il problema sta tutto nella posa delle fondamenta della nuova struttura - conferma il direttore amministrativo del Valduce - I nuovi reperti imporranno quasi certamente qualche cambiamento, ed è su questo che da un paio di mesi ci stiamo confrontando con la Soprintendenza». La speranza dei vertici dell'ospedale è di poter trovare un'intesa entro questo mese. «Speriamo che il Natale ci porti in dote un bel regalo - dice con ironia De Agostini - in modo tale da poter riprendere i lavori a inizio 2008. Anche perché nel frattempo abbiamo già investito forti somme per le prime palificazioni fino a 3 metri sottoterra, per le prime costruzioni laterali a difesa degli edifici circostanti e per gli interventi anti smottamenti. Con la Soprintendenza il dialogo è aperto e proficuo, confidiamo in una soluzione che salvaguardi i reperti e ci consenta di terminare l'autosilo».
Autosilo del Valduce, cantiere fermo
Il cantiere per il nuovo autosilo da 400 posti in viale Lecco è stato bloccato a causa dei reperti romani delle antiche terme. La Soprintendenza ai Beni monumentali ha richiesto un fermo dei lavori e una rivalutazione dell'originario progetto. Il direttore amministrativo dell'ospedale Valduce, Nicola De Agostini, ha confermato che il cantiere è stato fermato e che si sta cercando di trovare un'intesa con la Soprintendenza. La speranza è di poter riprendere i lavori entro il prossimo gennaio. De Agostini ha sottolineato che è importante salvaguardare i reperti e che l'azienda è disposta a lavorare con la Soprintendenza per trovare una soluzione.
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