Francesco Rutelli per la mostra "Tiziano. L'ultimo atto". A Belluno "sicuramente per la quinta o sesta volta", dice lui mentre da piazza Duomo si avvia a Palazzo Crepadona. Da buon romano facile alla battuta - magari in duetto con il presidente della Provincia Sergio Reolon e all'assessore alla cultura Claudia Bettiol - ne ha un po' per tutti. Si parla della terra cadorina e di Lorenzago: «Il paese dei quattro saggi in padella»,motteggia il vicepremier. Da Lorenzago passa a Feltre e alla sua bellezza: «Solo un italiano rapa può non essere mai stato a Feltre». Parola di ministro dei beni culturali. Tocca questioni della montagna che soffre, degli squilibri del Bellunese con le regioni confinanti. E ammette che la forbice, anche finanziaria, va ridotta: «Non parliamo solo di ideali, di identità e di radici ma anche di quattrini». Rutelli al telefono, poi. In linea da Lugano con l'architetto Mario Botta, che ha firmato il cubo che conclude l'allestimento: «Come va maestro, tutto bene? Complimenti. Bello il percorso, bello il cubo. Ora bisogna immaginare qui delle nuove mostre». A fine settimana intanto verranno sfiorati gli 80mila visitatori. Nessuna proroga possibile, però, nonostante il successo. Come precisato dal curatore Lionello Puppi «i musei dopo tre mesi e mezzo vogliono i dipinti indietro».
Belluno Altre mostre nel cubo di Botta Non ci sarà proroga per Tiziano
Il vicepremier Francesco Rutelli è a Belluno per la mostra "Tiziano. L'ultimo atto". Durante un viaggio per la città, Rutelli parla della terra cadorina e di Lorenzago, descrivendolo come "paese dei quattro saggi in padella". Inoltre, parla della bellezza di Feltre e della montagna che soffre. Rutelli ammette che la forbice finanziaria deve essere ridotta. Durante un telefono, Rutelli parla con l'architetto Mario Botta, che ha firmato il cubo che conclude l'allestimento. Botta elogia il percorso e il cubo, ma precisa che i musei vogliono i dipinti indietro dopo la mostra.
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