Ufficialmente, per il Comune, il problema non esiste. E se esisteva qualche ombra, è stata fugata. Per la Soprintendenza, invece, la questione non è affatto chiusa. Perché l'utilizzo e il destino di Palazzo Ducale, con la nuova Fondazione dei musei, è tutto da definire. E non è una questione di poco conto, visto che è proprio Palazzo Ducale a reggere l'intero sistema museale veneziano.Da una parte, l'assessore al patrimonio Mara Rumiz e il direttore dei Musei Civici, Giandomenico Romanelli, dicono in coro: «Non cambierà nulla rispetto a ora: Palazzo Ducale, così come altri musei, non passa di proprietà. Resterà statale. Il Comune lo utilizzerà secondo lo schema della convenzione del 1924 con il ministero dei beni culturali e lo gestirà come avvenuto finora, solo che la titolarità del rapporto con il ministero passa alla nuova Fondazione». Dall'altra parte, la soprintendente Renata Codello rifiuta dichiarazioni ufficiali, ma lascia trasparire una certa insofferenza. Insofferenza che viene smorzata da Sandro Parenzo, ex assessore alla cultura, ed estensore dello statuto della nuova Fondazione. «Nessun problema con il ministero, c'è pieno accordo su Palazzo Ducale - dice Parenzo - I nervosismi della soprintendenza? Se devo dare una mia opinione, mi sembrano nervosismi locali, tutti veneziani...». Lunedì la soprindentente Codello ha incontrato Romaneli e il sindaco Massimo Cacciari. «Abbiamo ribadito che per Palazzo Ducale tutto resta com'è», spiega il direttore dei Musei Civici. E allora? Allora sembra che a preoccupare la soprintendenza sia l'utilizzo che il Comune vuole fare del museo. Già in passato ci sarebbe stato qualche rospo da ingoiare, con le sale del prestigioso edificio concesse per eventi privati, feste o manifestazioni più o meno culturali. Ora, con la Fondazione che coinvolgerà in maniera più decisa i privati, la preoccupazione aumenta, proprio in vista dell'utilizzo che Palazzo Ducale potrà avere in futuro, perchè la sua funzione di contenitore di eventi è uno degli attrattori più convincenti di finanziamenti. Nel frattempo, la delibera che darà vita alla Fondazione, sta per essere portata in Giunta. Si era parlato della settimana scorsa, forse si andrà alla prossima. Ma quale sarà precisamente il ruolo dei privati? «La Fondazione resterà al cento per cento del Comune - spiega Romanelli - I privati faranno parte di un "board", di un Consiglio", a parte. Saranno chiamati a contribuire, saranno ascoltati, ma la gestione resta totalmente in mano pubblica». E quela vantaggio avranno dunque i privati? «Potranno defiscalizzare i loro contributi - aggiunge Romanelli - e avranno l'onore di far parte del "club" che sostiene l'attività culturale della Fondazione». E cosa cambi rispetto a ora, lo spiega sempre il direttore dei Musei Civici. «Adesso siamo un ufficio comunale, la Fondazione avrà invece sua personalità giuridica, sarà una fondazione di partecipazione. I contratti saranno di tipo privatistico, senza nessuna conseguenza sul piano occupazionale per i dipendenti. Il Comune si è già impegnato a riassorbire coloro che decideranno di non far parte della nuova gestione».
VENEZIA - il destino di Palazzo Ducale, con la nuova Fondazione dei musei, è tutto da definire
Il Comune di Venezia e la Soprintendenza per i Beni Culturali hanno diverse opinioni sull'utilizzo e il destino di Palazzo Ducale, che sarà gestito dalla nuova Fondazione dei musei. L'assessore al patrimonio Mara Rumiz e il direttore dei Musei Civici Giandomenico Romanelli sostengono che Palazzo Ducale non cambierà nulla rispetto a ora, ma la titolarità del rapporto con il ministero dei beni culturali passerà alla Fondazione. La soprintendente Renata Codello rifiuta dichiarazioni ufficiali e lascia trasparire insofferenza. Sandro Parenzo, ex assessore alla cultura, dice che i nervosismi della soprintendenza sono locali e che c'è pieno accordo con il ministero.
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