Arrivano i fondi regionali per la valorizzazione del parco MONTALTO DI CASTRO - Sono 500 mila gli curo destinati per la valorizzazione del parco naturalistico e archeologico di Vulci, una buona fetta di quella torta che il Ministero per i Beni Culturali e la Regione Lazio hanno messo a disposizione col quarto accordo integrativo siglato nei giorni scorsi. In totale sono circa 8 milioni gli curo dellaccordo programma quadro per un ampio parco di interventi distinti in due sezioni, una attuativa ed una programmatica, e proprio in questultima rientra anche il restauro del parco archeologico di Vulci, insieme a palazzo Bruschi di Tarquinia, il Forum Cassii di Tuscanica ed altre importanti realtà storiche della regione. Dei 3,8 milioni di curo dunque stanziati per questo seconda sezione di interventi, 500 mila sono appannaggio di Vulci con limmensa soddisfazione del primo cittadino castrense, che proprio nella giornata di lunedì, ha potuto ricevere la notizia e stipulare laccordo. Lincontro risolutivo con lassessore regionale alla Cultura, Giulia Rodano, rilancia effettivamente il restauro e la valorizzazione del parco naturalistico di Vulci. "Finalmente ha detto Carai - arrivano fondi importanti per il rilancio di un patrimonio unico come quello di Vulci". Un patrimonio unico che infatti è stato considerato dai vertici come la terza porta culturale del Lazio, dopo labbazia di Fossanova e Tivoli. Un incentivo importante questo che ha fatto in modo che tutti i progetti avviati finora sulla necropoli e non solo non finissero in fumo, ma al contrario rilanciassero il progetto anche per il 2008, Proprio nellanno venturo lamministrazione comunale, così come i responsabili dei progetti di recupero su Vulci si impegneranno a fare in modo che si prosegua anzitutto con il recupero scavi archeologici. "Coroniamo - ha chiosato il sindaco - così un impegno che vuole anzitutto proseguire un programma preciso di rilancio culturale e turistico già avviato, anche con una serie di eventi collaterali che sfruttano la suggestiva cornice etrusca e paesaggistica". Tutto questo però con una precisazione: aldilà dei finanziamenti stanziati dallassessorato regionale, il primo impegno, secondo le nuove norme legislative, è quello di trasformare Mastarna, la società che gestisce a tutto tondo il parco, completamente a capitale pubblico.