Posso immaginare quali progetti avranno in mente i genitori di Frankenstein. Per cui il vero chock lo avranno i milanesi più che io. Tu, Formigoni - e la Moratti - non fate altro che nascondervi dietro quella che ritenete la geniale idea per avere riunito attorno alla vostra fucina, la crema dellarchitettura mondiale. Questo però non basta a giustificare le vostre «orribili gravidanze» come la mostruosa creatura della nuova Bocconi. Non metto in dubbio che questi architetti possano essere i migliori dei mondo e tuttavia anche ai migliori bisogna raccontargli la storia di Milano, prima di affidare alle loro grinfie i sentimenti che i milanesi nascondono anche nel più piccolo pezzo di terra. Perché i migliori, come li chiamate voi, sono abituati a fare le cose del mondo: alte, quadrate e sbilenche, senza alcun riferimento storico anzi, appena intravedono qualcosa di storico lo distruggono per sempre come faranno con gli scavi trovati nella Darsena o a SantAmbrogio, affinché non rimanga traccia di alcun tipo di bellezza che possa mettere in evidenza il nulla che le loro piccole menti partoriscono. Da quando in qua per entrare in un qualsiasi ambiente, uno devessere prima spaventato dalla bruttezza del suo ingresso? Se il di dentro della Bocconi è bello come dicono, ma io dubito, ragione di più per fare un ingresso invitante ad entrare, in modo che già dal di fuori si possa dire: chissà dentro come è bello! Ma voi, ipocriti che non siete altro, avete come unico scudo la parola funzionalità: è brutto ma è funzionale dite. Forse sarà funzionale per quelli che riescono a superare lorrore di quellingresso. Ma a quelli che ci passano davanti chi ci pensa? Perché uno deve avere limpressione di passare davanti a un palazzo delle torture? E rimembrare, sia pure per un breve attimo, condizioni angoscianti come la guerra, i campi di concentramento dei nazisti? E questo lo si prova non soltanto passando davanti alla Bocconi, ma davanti allo sfacelo che cè ormai in tutte le città dItalia. Ma Celentano è un passatista dici: uno legato al passato che non tiene conto dellevoluzione e delle cose che cambiano. E proprio qui la vostra disgrazia. Cambiare non vuole dire distruggere come fate voi, vuol dire migliorare, perfezionare quel fareattraverso il quale si migliorano anche i sentimenti dei cittadini. Pure luomo cambia. Cambia da quando nasce fino ai suoi ultimi giorni di vita. Ma la sua identità rimane. Cosa rimarrà invece di Milano? Quella Milano segnata dalla generosità dellambiziosissimo Ludovico il Moro che perla passione di volerla abbellire chiamò nientemeno che Leonardo da Vinci e Bramante, oltre a tutti i migliori artisti lombardi che fecero di Milano una delle più belle capitali del tempo. I sobborghi si erano talmente estesi da richiedere nuove fortificazioni, le chiese, forse più di 250, ridotte ad oggi solo una cinquantina, erano le più belle dEuropa. A differenza degli aborti concepiti da quelli che tu e la Moratti chiamate i migliori architetti del mondo, Bramante, se pur modificava, lo faceva senza stravolgere lo stile lombardo del Primo Rinascimento. Pochissime città italiane e non solo italiane possono vantare un patrimonio darte religiosa simile a quello di Milano. Ancora oggi dopo le insolenti demolizioni di Santa Maria a Brera, di San Francesco (più vasta di Santa Croce a Firenze, autentico museo darte!) e di tante altre, senza contare poi la strage dei chiostri monumentali, che però nonostante tutto, sono ancora più numerosi che a Roma. Pane per le vostre ruspe, quindi, che dovranno fare spazio allExpo 2015. Giusto. Ma cosa cancellerete? E come sarà la struttura che ospiterà questo evento? Sarà senzaltro un qualcosa che ci ricorderà il mondo, ed è giusto per quanto riguarda i paesi che verranno a esporre le loro cose. Ma sarebbe forse troppo intelligente per voi che odiate larte, approfittare di tale evento per fare uno scambio tra Milano e il mondo? Il pianeta ci mostra i suoi oggetti e noi gli mostriamo la cultura milanese attraverso una struttura creata ad hoc per il mondo che ospitiamo. Che simboleggi le caratteristiche di costruzione secondo lo stile, non americano, cinese, tedesco, francese o russo, ma lombardo. Lo stile di Leonardo da Vinci, delle «cinque giornate di Milano», dove persino gli austriaci, pur non trascurando lodio per i milanesi e presi da più logiche ambizioni, non poterono fare a meno di lasciare un segno della loro arte in alcuni edifici milanesi. Ma tu, la Moratti e giustamente quelli che ti hanno preceduto, come il vaneggiante Albertini, non potete capire perché siete offuscati dal potere del consumismo. Lunico sindaco che dimostrò una visione artistica proprio perché capì il grande valore conservato nelle radici di Milano, fu Formentini, che appena insediato a Palazzo Marino disse che si sarebbe battuto per riaprire i navigli. Evidentemente non glielo permisero. Gli aprirono invece la strada per cambiare schieramento e andare a sinistra. Pensando a Formentini mi sorge spontanea una domanda: se lui non fosse stato della Lega, ma fosse stato di sinistra, avrebbero preso in considerazione la sua proposta? No. Perché gli intrecci e gli interessi prodotti da una città come Milano, sono così trasversali che qualunque colore di partito viene letteralmente sbiancato dalla corruzione. A cosa serve quindi affannarsi per simboli come falce e martello, larcobaleno, il rosso del Pd, oppure i colori di Forza Italia, Udc, Udeur eccetera? Colori ormai sbiaditi a causa di un mal comportamento che ha inceppato lingranaggio dellintero sistema. Se mancherà la forza di creare una vera e propria spaccatura tra politica e interessi politica e potere e non solo, ma anche fra i cittadini e i comitati che si fanno comprare dai costruttori per farsi rilasciare il permesso di costruire davanti alla propria finestra un albero di trenta piani - beh, allora non rimane altro che arrendersi al bianco di una bandiera buona per tutti i partiti. Con un unico simbolo, dove la diversità fra un partito e laltro sarà contraddistinta non più da un colore, ma dal valore della cifra scritta sul bianco della propria bandiera: e allora se è vero che Forza Italia è il primo partito del Paese, sul bianco della sua bandiera avrà la scritta con la cifra più alta: 500 mila euro. E se al secondo posto ci sarà il nuovo partito democratico di Veltroni, sul bianco della sua bandiera impererà la scritta di 480 mila euro, e così via fino allultimo dei partiti dove spiccherà la misera cifra di 1 euro.
LOMBARDIA - Formigoni, i tuoi architetti non sono come Leonardo
Il testo è un articolo di giornale che critica la politica e l'architettura di Milano. Il suo autore afferma che i politici e gli architetti della città sono ipocriti che si vantano di essere i migliori del mondo, ma in realtà sono solo interessati a distruggere la storia e la bellezza della città per fare posto a progetti moderni e funzionali. Il testo critica la demolizione di edifici storici e la costruzione di nuovi progetti che non rispettano lo stile lombardo del Primo Rinascimento. Il testo anche critica la politica di Milano, affermando che i politici sono corrotti e che la diversità tra i partiti è contraddistinta solo dal valore della cifra scritta sul bianco della propria bandiera.
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