Torna la protesta mentre lo spettacolo è lodato dai giornali stranieri -------------------------------------------------------------------------------- Lo sciopero sul 7 dicembre alla fine lo avevano revocato, confermando però lo stato di agitazione e annunciando iniziative sulle altre rappresentazioni. Ora gli orchestrali e i coristi del sindacato autonomo Fials sembrano decisi a far saltare domenica alla Scala la terza recita del Tristan und Isolde di Wagner, allestimento che ha ricevuto recensioni molto positive dai giornali stranieri. Lo sciopero non è ancora ufficiale (non è stata data infatti comunicazione alla direzione del teatro), ma nellassemblea che si è riunita martedì sera è stato votato quasi allunanimità dagli aderenti alla sigla sindacale. La decisione è stata presa da una sessantina di dipendenti sui mille (tra fissi e stagionali) che lavorano alla Scala, ma rischia di pesare sul regolare svolgimento dello spettacolo, come successe nel 1995 con la Traviata salvata in extremis da Riccardo Muti, che la suonò al pianoforte. Le ragioni della protesta - le stesse che avevano messo in forse la "prima" di SantAmbrogio - riguardano lentità del premio "una tantum" per il biennio 2006-7 (3,2 milioni di euro). Mentre i sindacati confederali avevano accettato le proposte economiche della Scala nellassemblea generale del 4 dicembre, la Fials le aveva respinte in quanto non sufficienti a soddisfare le attese dei lavoratori. Gli autonomi contestano inoltre il criterio di distribuzione dellimporto (la cosiddetta "scala parametrale", che stabilisce quanto spetta ai vari settori del teatro) e ritengono che «l"una tantum" non può essere considerata la base di partenza per il nuovo contratto integrativo 2008-2011». Se fosse proclamato, lo sciopero del 16 avrebbe leffetto di esasperare il clima in vista della riapertura delle trattative sul contratto aziendale (il primo incontro è lunedì) e di indebolire la posizione del sovrintendente Stéphane Lissner, che secondo il parere di molti sta riportando la Scala a livello dei grandi teatri europei. Ieri in teatro si è discusso anche del compenso del coro per il "Concerto di Natale" del 22, con la Sinfonia Lobgesang di Mendelssohn diretta da Riccardo Chailly. Lo scorso anno (sul podio cera Pierre Boulez) il mancato accordo economico aveva fatto saltare la partecipazione dei coristi e uno dei brani in programma, La sinfonia di Salmi di Stravinskij. Situazione complicata anche a livello nazionale. Lunedì a Roma si è discussa la modifica della legge Asciutti, presenti il ministero, lAnfols e i rappresentanti sindacali. Dalla riunione è uscito un testo provvisorio: permane la clausola secondo cui i contratti integrativi in essere possono essere rinnovati solo dopo la firma del contratto nazionale, anche se si aggiunge che i teatri, compatibilmente col pareggio di bilancio, possono concedere delle anticipazioni. I rappresentanti sindacali scaligeri (anche i confederali) ne danno una prima valutazione negativa.